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Ryanair, come ti conquisto l’Italia. Parla Michael O’Leary

Intervista a Michael O’Leary, ceo di Ryanair: l’uomo che ha rivoluzionato il traffico in aereo in Europa
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Michael O’Leary, ceo di Ryanair, è l’uomo che ha rivoluzionato il traffico aereo in Europa. Amato e detestato neppure troppo cordialmente, il manager a capo della compagnia irlandese vide prima di chiunque altro le enormi potenzialità del modello low cost. Non solo in termini di business ma di vera e propria rivoluzione culturale per milioni di persone. C’era, infatti, un mercato aeronautico prima e ce n’è un altro dopo di lui e Ryanair. A lungo considerato da legioni di manager a capo di elefantiache e agonizzanti strutture come un marziano – se non direttamente un pazzo pericoloso – O’ Leary ha inanellato una serie di clamorose rivincite. Anche nel nostro Paese. Ryanair opera da 23 anni a Bergamo e ha contribuito in modo fondamentale alla spettacolare evoluzione dell’aeroporto lombardo, passato da essere un oscuro scalo cargo a uno degli aeroporti più importanti d’Italia. Premiato 36 ore fa come il miglior aeroscalo al mondo, in base al grado di soddisfazione dei viaggiatori, nella categoria fra i 5 e i 15 milioni di passeggeri l’anno. Grande soddisfazione per la società di gestione Sacbo, vera e proprie case history industriale e vanto per tutta Italia, se non fossimo spesso troppo distratti anche per accorgerci di simili gioielli. Michael O’Leary era ieri a Bergamo per l’inaugurazione di due nuovi hangar di manutenzione della compagnia nella base operativa di Orio al Serio. Raggiante e fedele al suo stile, ha iniziato la nostra chiacchierata in italiano: «Grazie mille» ha scandito. «Siamo veramente grati del supporto che riceviamo in Italia. Iniziammo qui 23 anni fa, nostra prima destinazione nel vostro Paese. Adesso l’aeroporto di Bergamo è il terzo più grande d’Italia e nel 2023 stimiamo di trasportare 56 milioni di passeggeri da e per l’Italia. In questi due hangar abbiamo investito 20 milioni di euro e assumeremo oltre 100 ingegneri. Tutti altamente retribuiti. Il totale dei cinque hangar Ryanair di Orio al Serio garantisce 250 posti di lavoro». Non c’è incontro con Michael O’Leary in cui non si parli della ex compagnia di bandiera: «È molto importante la proposta di acquisto di Lufthansa a Ita. Sono contento per noi, perché Lufthansa alzerà le tariffe dei voli Ita e così la gente volerà di più con Ryanair. Del resto, nei prossimi 10 anni resteranno in Italia soltanto due compagnie: Ita e Ryanair. Ryanair sarà ovviamente la numero uno». È giù una grassa risata in perfetto stile-O’Leary. Nemico giurato dei sussidi pubblici ad aziende decotte, il ceo di Ryanair ricorda: «Se il risultato è avere compagnie come Alitalia o Meridiana che comunque praticavano tariffe molto alte percependo sussidi, una volta che gli aiuti spariscono, spariscono pure le rotte e le compagnie. Sono aiuti che non “costruiscono” nulla. Noi sosteniamo che i governi dovrebbero supportare gli aeroporti nell’affrontare i costi. Oppure, come nel caso di Bergamo, lasciare gli aeroporti liberi di collaborare con dei partner». O’Leary conclude così il suo ragionamento: «Se andiamo indietro di 30 anni, c’erano le grosse compagnie di bandiera come Alitalia, Air France, Iberia, Lufthansa e tutte avevano biglietti altissimi che costavano 400 euro. Solo i ricchi potevano volare. Adesso, grazie all’Unione europea, abbiamo i cieli aperti e i prezzi medi sono di circa 40 euro e molti milioni di persone – anche giovani e famiglie – riescono a volare più volte l’anno e a visitare molti più Paesi». di Fulvio Giuliani

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