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Sull'Adamant

Basaglia salpò e Adamant galleggia

In concomitanza con il centenario della nascita del celebre psichiatra Basaglia, arriva nelle sale il documentario premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2023

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Basaglia salpò e Adamant galleggia

In concomitanza con il centenario della nascita del celebre psichiatra Basaglia, arriva nelle sale il documentario premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2023

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Basaglia salpò e Adamant galleggia

In concomitanza con il centenario della nascita del celebre psichiatra Basaglia, arriva nelle sale il documentario premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2023

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In concomitanza con il centenario della nascita del celebre psichiatra Basaglia, arriva nelle sale il documentario premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2023

Lungo il Quai de la Rapée – riva destra della Senna, a due passi dalla Gare de Lyon di Parigi – è ormeggiato l’Adamant, un centro diurno che fa parte della struttura psichiatrica Paris Centre. Al suo interno ci sono anche due centri medici psicologici, un’équipe mobile e due unità. Inaugurato nel luglio del 2010, l’edificio in legno vanta grandi vetrate che si affacciano sul fiume che bagna la Capitale. Costruito su una chiatta in legno, è stato progettato dall’Agence Seine Design in stretta collaborazione con lo staff medico e i pazienti del settore. Un luogo atipico e affascinante, la cui vera sorpresa è però il grande lavoro che si svolge al suo interno, raccontato con maestria in “Sull’Adamant – Dove l’impossibile diventa possibile” di Nicolas Philibert, nei cinema fino a domani con I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection.

Il documentario – premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino dello scorso annoarriva nelle sale in concomitanza con il centenario della nascita del celebre psichiatra e neurologo Franco Basaglia, innovatore nel campo della salute mentale nonché ispiratore dell’omonima legge. Non è un caso: l’Adamant è frutto di un altro sogno utopico. La struttura accoglie liberamente tutti coloro che soffrono di disturbi mentali e i pazienti possono frequentarlo quando vogliono: tutti i giorni, saltuariamente o a intervalli regolari. La settimana inizia con “Lundispensable” (“Lunedì indispensabile”, ndr.), l’incontro settimanale con sanitari e pazienti che serve a costruire insieme le giornate: dallo scambio di informazioni ai progetti, passando per l’imminente arrivo di un ospite, un concerto o una mostra.

All’Adamant la terapia è compito della collettività, grazie all’ottima sinergia fra i vari reparti. C’è chi prende parte ai laboratori organizzati ma anche chi visita la struttura solo per prendere un caffè e stare in compagnia: la cura si fonda sulle relazioni e tutte le opportunità (pasti, gite, piccoli eventi, conversazioni informali) sono occasioni da sfruttare. Per questo motivo gli esperti della struttura puntano a offrire un’offerta variegata: l’Adamant ha anche un club terapeutico (L’Embarcadère), un giornale che viene pubblicato quando fa comodo (“Les Beaux Barres”), una web radio (La Ouêve), un mensile (“Pamplemousse”), una mediateca, un gruppo ‘musicale’ con impianto audio, strumenti, voci e chiatte che passano nelle vicinanze. Da sempre interessato al mondo della psichiatria per la sua natura inquietante e allo stesso tempo stimolante, il regista Philibert ha reso omaggio all’Adamant per denunciare il peggioramento della situazione della psichiatria in Francia fra restrizioni di bilancio, diminuzione dei posti letto, mancanza di personale, scoraggiamento dei sanitari, strutture fatiscenti e ritorno all’uso di stanze di isolamento e contenimento.

«Non c’è mai stata un’età dell’oro, ma ovunque si sente dire che la psichiatria è in declino, completamente trascurata dai governi. Come se non volessimo più vedere la gente ‘pazza’» racconta il cineasta transalpino. «Raramente si parla di loro, se non attraverso la lente della pericolosità, il più delle volte immaginaria. Ovviamente non ci sono estranei i discorsi sulla sicurezza di gran parte della classe politica e di una certa stampa, che sfruttano senza ritegno alcune notizie isolate. In questo panorama così desolato, un posto come l’Adamant sembra un miracolo e c’è da chiedersi quanto durerà». Speriamo per sempre.

Di Massimo Balsamo

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