Microsoft compie 50 anni
Cinquant’anni fa in una città del New Mexico prese corpo il sogno utopistico che ha poi portato a compimento una rivoluzione: quella di Microsoft

Microsoft compie 50 anni
Cinquant’anni fa in una città del New Mexico prese corpo il sogno utopistico che ha poi portato a compimento una rivoluzione: quella di Microsoft
Microsoft compie 50 anni
Cinquant’anni fa in una città del New Mexico prese corpo il sogno utopistico che ha poi portato a compimento una rivoluzione: quella di Microsoft
Albuquerque non è stata solo la location di un paio di geniali serie tv come “Breaking Bad” o “Better Call Saul”, che ne è stato il prequel. Cinquant’anni fa nella città del New Mexico, a un passo dal confine messicano, prese corpo il sogno utopistico che ha poi portato a compimento una rivoluzione: un computer su ogni scrivania. In ogni casa. Un’eresia, una profezia complessa anche solo da concepire nel cuore degli anni ‘70. Eppure Microsoft, il colosso che ha sede a Redmond, nello stato di Washington, attualmente con una capitalizzazione di mercato di 2,7 trilioni di dollari, ha saputo stravolgere la vita di tutti noi, oltre che il panorama tecnologico mondiale.
Innovazione ed evoluzione costruite su una visione. Quella di Bill Gates, divenuto poi nei decenni più volte l’uomo più ricco del mondo e Paul Allen. Giovani visionari e invaghiti dell’informatica che vendettero il loro primo prodotto di linguaggio computer per personal computer a un’azienda di Albuquerque: il programma si chiamava BASIC per l’Altair 8800. Era il primo personal computer accessibile.
Il nome dell’azienda non era stato ancora coniato. Ci pensò Gates, che in una lettera del 29 luglio del 1975 scrisse ad Allen usando il nome “Micro-soft” per fare riferimento alla loro partnership. Questo è il primo riferimento scritto noto. Il totale delle vendite a fine anno fu di poco superiore ai 16 mila dollari.
Fu la rivoluzione: in pochi anni, Microsoft sviluppò il sistema operativo MS-DOS, che divenne poi la piattaforma standard per i pc Ibm: la base della rivoluzione informatica degli anni ‘80. L’altra svolta decisiva ci fu 40 anni fa, con il varo di Windows (senza dubbio il prodotto più iconico di sempre di Microsoft): ecco l’interfaccia grafica intuitiva, la “democratizzazione” dell’accesso alla tecnologia informatica. Come Microsoft dunque, nessuno. Si lanciarono le basi per il suo dominio nei decenni successivi. Tra i colossi degli anni ‘70 che hanno retto il suo passo sono rimaste Apple ed Oracle.
Ora la mission aziendale è orientata sull’intelligenza artificiale, con massicci investimenti nel settore a partire da OpenAI, la casa madre di ChatGpt, ma va ricordato che la creatura di Bill Gates ha saputo andare oltre la costruzione di un software: ha costruito un ecosistema, ci sono strumenti che hanno trasformato la vita delle persone a livello comunicativo, come Microsoft Office. E poi Excel, Word e PowerPoint, che sono divenuti standard globali, testimoni di un’eredità che continua a influenzare il nostro mondo.
Senza tralasciare l’ingresso sulla scena di Msn Messenger, l’app di messaggistica più popolare, la password per sviluppare amicizie, amori, carriere professionali. Tra le altre innovazioni, c’è l’edizione XP del 2001 con cui gli utenti si sono ritrovati un desktop con colline lussureggianti baciate dal sole, oppure i sette secondi di regale intro per l’avvio di Windows 1995, realizzati da Brian Eno, leggenda della musica elettronica. La griffe elegante su un sistema operativo che avrebbe rivoluzionato l’interazione tra gli utenti e il pc, accessibile anche per i meno esperti grazie all’interfaccia grafica intuitiva, la barra delle applicazioni e poi l’iconico pulsante Start. La rivoluzione, appunto.
di Nicola Sellitti
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Tag: tech
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