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Giuliano Amato alla 4ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile

Settembre 16, 2022

(Firenze 16 settembre 2022) – Giuliano Amato, Presidente della Corte Costituzionale, è intervenuto alla 4ª Edizione del Festival Nazionale dell’Economia civile di Firenze. In una conversazione con la Direttrice de La Nazione Agnese Pini, il Presidente Amato ha toccato i temi di grade attualità a cominciare dalla difficile situazione delle democrazie nel mondo.

«La democrazia è malata, ma la soluzione – ha detto Amato – non è l’autoritarismo. La democrazia sana riduce la possibilità di errori, ma le nostre sono democrazie malate e la correzione non è diventare regimi autoritari, ma costituire condizioni che ci permettano di far fruttare al meglio il meglio che abbiamo. Per questo sto dicendo da tempo che credo molto alle procedure partecipative».

Per Amato «dobbiamo mettere a frutto le risorse, istituzionali e non, per la tutela del bene comune. Il bene comune è il senso dello stare insieme in ragione del quale ciascuno di noi non persegue soltanto il proprio bene, ma è parte di una vicenda comunitaria. Da tempo – ha proseguito Amato – sollecito il volontariato ad assumere ancora più responsabilità di quelle che ha già. C’è un dato quantitativo: i partiti politici nella loro grande stagione contavano 4 milioni di iscritti rispetto alle migliaia di oggi, oggi invece 4 milioni di persone sono attive nel terzo settore».

Facendo riferimento al sistema istituzionale e parlamentale italiano Amato ha criticato l’eccessivo uso dei decreti-legge. «Siamo arrivati al punto che se presenti un disegno di legge vuoi che non vuoi che passi». Parlando di riforme istituzionali il presidente Amato ha accennato al presidenzialismo auspicando un approfondimento su questa tematica».

Ha infine toccato il tema della “lontananza dei giovani dalla politica motivata dalla lontananza della politica dai giovani”. Primo fra tutti il tema dell’ambiente: «Presumo che il grande caos con il quale dovremo fare i conti nei prossimi anni, sarà quello dello scombussolamento prodotto dal cambiamento climatico. Questa ossessione per le bollette moltiplicatesi in queste settimane discende non dal cambiamento delle fonti energetiche imposto dal cambiamento climatico, ma dal fatto che la Russia si è messa in guerra e ha determinato questo sconquasso a proposito di un prodotto su cui ha quasi il monopolio. La politica è lontana dai giovani anche nella gestione della spesa sociale, che privilegia le generazioni più anziane, tralasciando sostegni ai più giovani».

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