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Matrimonio e diritti LGBTQIA+: a che punto siamo

Giugno 20, 2022

(Adnkronos) – ● Il mese di giugno si tinge di arcobaleno per celebrare il Pride Month, il mese dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+, un momento di particolare unità e solidarietà organizzato per protestare contro le violenze e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere a sostegno della parità di diritti civili.

● Nonostante, in Italia, dal 2016 siano state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso (legge Cirinnà) ci sono ancora moltissimi passi in avanti da fare.

● Secondo un sondaggio di Matrimonio.com lanciato a coppie LGBTQIA+ con data di nozze prevista fino al 2024, l’80% dichiara che i fornitori contattati durante l’organizzazione si stanno dimostrando disponibili nei confronti delle loro richieste.

● Tra i Paesi che hanno recentemente legalizzato i matrimoni egualitari: Svizzera e Cile (2021), Costa Rica (2020). Alcuni tra i Paesi in cui l’omosessualità è punita tutt’oggi con la pena di morte: Brunei, Iran e Yemen.

Milano, 20 giugno 2022 – Come ogni anno, il mese di giugno si tinge di arcobaleno per celebrare il Pride Month, il mese dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+. Si tratta di un momento di particolare unità e solidarietà organizzato per protestare contro le violenze e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere a sostegno della parità di diritti civili delle coppie LGBT. Per questa speciale occasione Matrimonio.com, portale di riferimento del settore nuziale in Italia del gruppo The Knot Worldwide e portabandiera dell’amore in tutte le sue sfumature, fa il punto della situazione sull’argomento, passando in rassegna i Paesi che hanno legalizzato il matrimonio egualitario e/o le unioni civili e quelli in cui, purtroppo, c’è ancora moltissima strada da fare.

La situazione in Italia: unioni civili sì, matrimonio no

Nonostante, in Italia, dal 2016 siano state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso (legge Cirinnà) c’è ancora molto da fare affinché il nostro Paese possa essere considerato queer friendly. L’approvazione di questa legge è stato il primo passo verso il riconoscimento dei diritti e doveri di quelle coppie che, fino a quel momento, non avevano nessun riconoscimento legale. Tuttavia, nonostante l’unione civile abbia caratteristiche simili al matrimonio, rimangono alcune importanti differenze tra i due, quali le tempistiche per ottenere lo scioglimento del vincolo (pressoché azzerate nell’unione civile contro i minimo 6 mesi di attesa nel matrimonio), il non-obbligo di fedeltà, la scelta di un unico cognome che rappresenti la famiglia e, ultimo ma non per importanza, l’impossibilità di adottare un bambino o di ricorrere alla procreazione assistita. Rimane ancora in standby l’approvazione del DDL Zan, una proposta di legge che prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini d’odio e le discriminazioni nei confronti dell’omofobia e non solo.

Il rapporto tra le coppie LGBTQIA+ e i loro fornitori di nozze in Italia

Secondo un sondaggio di Matrimonio.com lanciato a coppie LGBT con data di nozze prevista fino al 2024, l’80% dichiara che i fornitori contattati durante l’organizzazione si stanno dimostrando disponibili nei confronti delle loro richieste. A tal proposito, Manuel e Mario, sposi della Community di Matrimonio.com, raccontano: “È stato un giorno memorabile. Pieno di emozioni e gioia, già alla cerimonia praticamente tutti piangevano, rimarrà per sempre nei nostri cuori. Giornata piena di sorprese e divertimento! Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata, dalle nostre famiglie, a tutti i fornitori, molto professionali. Grazie!”. Solo l’8,6% ha avuto qualche problema con alcuni di loro, spiegando che gli attriti più ricorrenti riguardano la poca flessibilità nell’accettare cambiamenti come data, condizioni etc. (66,7%). Nessuno dei fornitori contattati si è rifiutato di lavorare per il loro matrimonio.

Matrimonio egualitario legale vs pena di morte: la situazione a livello europeo ed internazionale

Uno studio statunitense* pubblicato nel 2019 sottolinea che la legalizzazione del matrimonio egualitario contribuisce a ridurre l’omofobia nella società: da quanto si evince, il pregiudizio è diminuito due volte più velocemente laddove le unioni tra persone dello stesso sesso sono diventate legali. Ecco i Paesi a livello mondiale ad aver recentemente legalizzato i matrimoni egualitari:

● Svizzera (2021)

● Cile (2021)

● Costa Rica (2020)

● Austria (2019)

Questi Paesi si sono aggiunti alla lista degli Stati in cui tutte le coppie godevano già degli stessi diritti e doveri. Attualmente, secondo il report annuale dell’ILGA (International Lesbian and Gay Association), in Europa sono 17 i Paesi in cui il matrimonio egualitario è legale: Paesi Bassi (il primo Paese al mondo, nel 2001), Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Svezia, Svizzera e Austria. A questi si sommano i 10 Paesi europei che riconoscono le unioni civili: Andorra, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Liechtenstein e Slovenia. Al di fuori del nostro continente, oltre ai sopra citati, il matrimonio egualitario è riconosciuto in Paesi quali Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Colombia, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Groenlandia, Ecuador, Islanda, Uruguay. Putroppo, esistono ancora Paesi nei quali le relazioni tra persone dello stesso sesso vengono considerate un delitto punibile con la pena di morte:

● Brunei

● Iran

● Mauritania

● Nigeria

● Arabia Saudita

● Yemen

Clicca qui per scaricare la mappa dettagliata a livello mondiale circa il riconoscimento del matrimonio egualitario.

* Same-sex marriage legalization associated with reduced implicit and explicit antigay bias – Eugene K. Ofosu, Michelle K. Chambers, Jacqueline M. Chen and Eric Hehman (2019).

Riguardo Matrimonio.com

Matrimonio.com è un portale parte del gruppo di riferimento del settore nuziale, The Knot Worldwide, pensato per aiutare gli sposi a organizzare il giorno più felice della loro vita. Grazie alla sua presenza internazionale ha creato la community nuziale e il mercato virtuale di nozze su Internet più grandi a livello mondiale. Dispone di un database con oltre 700.000 professionisti del settore nuziale e offre alle coppie strumenti per preparare la lista di invitati, gestire il budget, trovare fornitori, etc.

The Knot Worldwide opera in 16 paesi tramite diversi domini come Bodas.net, WeddingWire.com, TheKnot.com, Matrimonio.com,Mariages.net, Casamentos.pt, Bodas.com.mx, Casamentos.com.br, Matrimonio.com.co, Matrimonios.cl, Casamientos.com.ar, Matrimonio.com.pe, Hitched.co.uk, Hitched.ie, Casamiento.com.uy, WeddingWire.ca e WeddingWire.in.

Per maggiori informazioni:

Francesca Carminati

press@matrimonio.com

Web: www.matrimonio.com

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