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Poker: studiare la matematica come non avresti mai pensato

Luglio 25, 2022

(Adnkronos) – Roma, 25/07/2022 – Quando si prende posto al tavolo verde da poker, bisogna approcciarsi al gioco con la consapevolezza di poter giocare al meglio soltanto se si possiedono determinati prerequisiti. Tra questi, spicca l’ovvia conoscenza del gioco e delle sue meccaniche e combinazioni, insieme a una buona dose di pazienza e a una certa predisposizione nello studio degli avversari. Si tratta di ovvie premesse, necessarie a condurre al meglio una partita, ribaltando anche gli esiti apparentemente più scontati; tuttavia, come si vedrà, anche una certa conoscenza della matematica in generale, e del calcolo delle probabilità nel poker in particolare, può fare la differenza.

I calcoli e la matematica hanno un ruolo essenziale nel poker, e questo è chiaro soprattutto per i giocatori professionisti, capaci di stimare combinazioni e probabilità a sangue freddo e mente lucida. Tutti i tratti che stanno emergendo sono essenziali tanto per le partite condotte LIVE, seduti a un tavolo verde, quanto per quelle condotte online su portali come Dobet.it, in cui il ritmo si fa più concitato e, non avendo davanti gli avversari, il giocatore deve privilegiare un approccio ancora più freddo al gioco. Qualunque sia il contesto, dunque, è necessario che un buon pokerista sappia calcolare rapidamente la frequenza e la probabilità con cui si manifesteranno alcuni elementi di gioco.

Di fatto, le basi su cui si regge tutto il gioco sono estremamente matematiche: 52 carte, 4 semi, 13 valori per ogni colore. Di queste 52 carte, il giocatore conosce solo quelle della propria mano, cui si sommano poi, secondo le regole del Texas Hold’Em, anche quelle girate dal mazziere: ognuno di questi out ha un certo grado di possibilità di migliorare la combinazione in proprio possesso. Conoscere la probabilità che esca un particolare out e la possibilità di successo della combinazione ottenuta sono due ottime basi per affrontare la partita limitando le puntate inutili e investendo solo nelle mani potenzialmente migliori.

Guardando a una partita di poker più da vicino, è tuttavia facile capire come le cose possano complicarsi con la crescita delle variabili a disposizione. I calcoli sembrano più ovvi quando si vuole stimare la probabilità di aprire la mano con una coppia, con una percentuale di successo del 6%. La percentuale è ovviamente destinata a scendere allo 0,45% se si desidera una coppia specifica, quale quella costituita da 2 Assi. Una percentuale tanto bassa è però bilanciata dall’80% di probabilità di successo legato al possesso di una coppia A-A in apertura, a patto tuttavia di giocare contro un solo avversario. Tuttavia, quest’ultimo caso si verifica raramente e, nello scenario di un tavolo da gioco completo, le variabili si fanno più complesse sin dalle prime battute, per poi modificarsi radicalmente a ogni out, rendendo il gioco del poker infinitamente più godibile e complesso anche sotto il punto di vista matematico: in breve, è molto più di un semplice lancio di una moneta.

È necessario fare chiarezza su un punto: sebbene dietro ogni combinazione, mano, o possibilità di successo di una particolare apertura si nascondano dei numeri che il giocatore di poker professionista deve saper leggere, per godere di un vantaggio non indifferente nell’approccio alla partita o al torneo, non tutte le carte possono essere giocate con spirito matematico. Non bisogna infatti dimenticare tutta quella componente psicologica, da un lato, ed emotiva, dall’altro.

Eppure, anche la psicologia e l’emotività, i bluff e la lettura dei segni del viso e del corpo, posso-no trovare nella matematica un appoggio o un ostacolo, capace di rendere più dinamica qualsiasi partita: di fatto, un bluff può trovare maggiore forza se il calcolo delle probabilità è a favore della propria simulazione, così come, al contrario, può facilmente essere smascherato se si padroneg-giano egregiamente le basi della matematica. Si tratta di esempi elementari, che tuttavia aiutano a completare la presentazione di un gioco in cui, a differenza di quel che sostengono anche i cam-pioni più affermati, non tutto può essere ridotto a istinto e controllo delle emozioni.

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