Energia: Federmanager-Aiee, nucleare nuova generazione e idrogeno per sicurezza e competitività
Roma, 24 feb. (Labitalia) – In una fase in cui la transizione energetica si intreccia sempre più con sicurezza economica e politica industriale, Federmanager e Aiee (Associazione italiana degli economisti dell’energia) mettono al centro del dibattito un punto preciso: la decarbonizzazione non può essere l’unico obiettivo. Serve porsi un traguardo più ambizioso: una “sicurezza energetica decarbonizzata”, capace di garantire continuità di fornitura, stabilità dei prezzi e competitività del sistema produttivo.
Il rapporto ‘L’energia nucleare e l’idrogeno per un futuro energetico a basse emissioni di carbonio’ presentato oggi a Roma presso la Sala Cinema Trevi, evidenzia infatti una vulnerabilità strutturale del sistema Italia: un’eccessiva dipendenza dalle importazioni di energia. Oggi il Paese importa circa il 75% del proprio fabbisogno energetico, una delle quote più elevate tra le principali economie europee. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, crisi dei prezzi e tensioni sulle catene di approvvigionamento, questa dipendenza non è un elemento congiunturale ma un fattore sistemico che incide direttamente sulla crescita e sulla tenuta industriale.
All’evento sono intervenuti, insieme a Valter Quercioli e Mario Cardoni, rispettivamente presidente e direttore generale di Federmanager, Vannia Gava, vice-ministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica, Luca Squeri, segretario della commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, Marco Simiani, componente della commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Carlo Di Primio, Consigliere Aiee, Alberto Zanobini, commissione settore elettrico Federmanager, Antonio Amato, commissione oil & gas di Federmanager, Giulia Monteleone, capo dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Enea, Luca Mastrantonio, chief executive officer Nuclitalia, Giacomo Rispoli, managing director MyRechemical, e Mario Logiudice, engineering head of department Next. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Marta Bonucci.
Il rapporto riconosce il ruolo centrale delle fonti rinnovabili per una transizione energetica sostenibile ma ne analizza anche i limiti tecnici. Solare ed eolico non producono energia in modo continuo e richiedono sistemi di accumulo su larga scala, fonti di backup e investimenti rilevanti nelle reti. Secondo le principali stime europee, lo sviluppo e l’adeguamento delle infrastrutture elettriche richiederanno investimenti per centinaia di miliardi di euro entro il 2030, a testimonianza della dimensione industriale della transizione.
In questo quadro si inserisce la riflessione sul nucleare, che il documento propone di riportare sul terreno della politica industriale e climatica. L’attenzione è rivolta alle tecnologie di nuova generazione – Small modular reactors (SMR) e Advanced modular reactors (Amr) – considerate opzioni strategiche di lungo periodo. A livello globale risultano oltre 70 progetti di Smr in sviluppo o fase dimostrativa, segno di un interesse crescente verso soluzioni modulari e flessibili.
L’altro pilastro dell’analisi è l’idrogeno, trattato con un approccio pragmatico. Il rapporto chiarisce che l’idrogeno non è una fonte primaria ma un vettore energetico, la cui produzione – soprattutto da rinnovabili – comporta perdite energetiche significative che possono raggiungere il 30-40% lungo la filiera e richiede infrastrutture dedicate. Per questo viene esclusa una visione generalista dell’idrogeno come soluzione universale e indicato un utilizzo selettivo nei settori industriali difficili da elettrificare, per l’accumulo energetico di lungo periodo e come complemento in sistemi energetici complessi.
“I manager sanno che le trasformazioni complesse richiedono visione, programmazione e stabilità delle regole. La transizione energetica è una trasformazione di questa portata e non può essere affrontata con interventi frammentari o emergenziali”, ha dichiarato il presidente di Federmanager, Valter Quercioli. “Occorre costruire una strategia energetica nazionale che tenga insieme sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività industriale”, ha sottolineato.
“L’interesse ed il livello del dibattito che abbiamo riscontrato nell’odierno evento per la presentazione del Rapporto Federmanager/Aiee sui temi del nucleare e dell’idrogeno, costituiscono un’ulteriore prova della validità della collaborazione che Federmanager e Aiee hanno avviato da alcuni anni per approfondire le problematiche energetiche di maggiore attualità e darne una corretta informazione”, ha continuato il presidente onorario Aiee Carlo di Primio. “Da parte mia esprimo l’auspicio che il nostro lavoro possa dare un utile contributo anche all’esame, avviato in queste settimane dal Parlamento, sul disegno di legge presentato dal Governo per la delega sul nucleare”, ha sottolineato.
L’analisi richiama infine il ruolo della pianificazione strategica: la portata degli investimenti e la complessità delle infrastrutture richiedono una regia pubblica efficace, capace di definire traiettorie chiare e assicurare stabilità normativa. È su questo terreno – quello della coerenza tra transizione, sicurezza e politica industriale – che si gioca la capacità del Paese di trasformare la decarbonizzazione in una leva di crescita e non in un fattore di fragilità.
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