Export: ExportUsa, giro di vite in Usa, da 8/7 scatta nuova compliance obbligatoria per 600 categorie prodotti
Roma, 16 giu. (Labitalia) – Si preannuncia una vera e propria rivoluzione digitale e burocratica per le aziende italiane che esportano beni di consumo negli Stati Uniti, in particolare nel settore della prima infanzia, dei giocattoli e dell’abbigliamento per bambini.
“A partire dal prossimo 8 luglio 2026 – spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese a inserirsi nel mercato statunitense – l’importazione di 600 categorie di prodotti, inclusi quelli per bambini e per l’infanzia, sul mercato americano sarà soggetta a una serie di rigide procedure obbligatorie di compliance gestite dalla Cpsc (Consumer Product Safety Commission), l’ente governativo statunitense per la sicurezza dei consumatori. La novità principale consiste nella transizione digitale del controllo doganale e nell’obbligo di certificazione dei prodotti destinati all’importatore. Per i prodotti rivolti a bambini e infanzia la certificazione deve essere affidata a un ente terzo accreditato (in Italia gli enti certificatori sono circa una quarantina)”.
L’impatto sul tessuto produttivo italiano è massiccio. La nuova regolamentazione copre complessivamente circa 600 categorie di prodotti e si appoggia su un corpo normativo composto da 165 regolamenti tecnici. Per gli importatori e gli esportatori che non risulteranno in regola entro la scadenza dell’8 luglio, le conseguenze saranno severe: respingimenti alla frontiera, ispezioni prolungate fino a 60 giorni, sanzioni pecuniarie e il rischio del blocco totale delle linee di export verso gli Usa.
Sotto la lente della Cpsc il mercato ‘bambino’ e ‘infant’. La normativa definisce ‘prodotti per bambini’ tutti quegli articoli progettati o destinati principalmente a minori di età pari o inferiore a 12 anni.
Tra le macro-categorie più esposte per il Made in Italy figurano: – Giocattoli e intrattenimento: giocattoli tradizionali (normativa di riferimento Astm F963), articoli azionati elettricamente, altalene per neonati, palle giocattolo; – Abbigliamento e tessile: abbigliamento per bambini e neonati, inclusi i pigiami e l’abbigliamento da notte soggetti a stringenti test di infiammabilità (taglie 0-6X e 7-14); – Arredo e cura del neonato: culle (a sponda intera o bassa), lettini da viaggio, materassi e coprimaterassi, seggioloni, bouncer seats, cuscini per l’allattamento e di supporto; – Mobilità e sicurezza: carrozzine, passeggini, seggiolini per neonati, marsupi morbidi, fasce porta bebè, attrezzature per la deambulazione, biciclette e caschi; – Articoli per l’igiene e la routine: ciucci, prodotti per il cambio, bacinelle e vaschette da bagno.
La procedura standard prevede cinque passaggi inderogabili: 1. Apertura del Business Account: creazione di un profilo aziendale sul portale ufficiale della Consumer Product Safety Commission; 2. Registrazione dell’azienda: accreditamento dell’organizzazione all’interno del sistema telematico; 3. Anagrafe del prodotto: registrazione nel database dei singoli prodotti da importare, indicando i regolamenti specifici a cui sono soggetti e le eventuali esenzioni legali; 4. Certificazione: test di conformità di prodotto (effettuati esclusivamente da enti terzi accreditati dalla Cpsc quando si tratta di prodotti per bambini e infanzia); 5. Filing delle certificazioni: caricamento digitale delle copie dei certificati d’analisi e dei relativi estremi sul portale aziendale prima dell’arrivo della merce in dogana, propedeutico all’emissione del Cpc (Children’s Product Certificate) e all’applicazione delle etichette di tracciabilità (Tracking Labels).
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