Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Gay (Ui To): “Crescita industria è missione collettiva, intesa con Cdp strategica”

29 Gennaio 2026

Streets of Minneapolis è la canzone composta e pubblicata di getto da Bruce Springsteen in risposta agli assassini di Reneé Good e Alex Pretti a opera degli uomini mascherati dell’Ice

Streets of Minneapolis è la canzone composta e pubblicata di getto da Bruce Springsteen in risposta agli assassini di Reneé Good e Alex Pretti a opera degli uomini mascherati dell’Ice.

Un’opera di uno dei più grandi artisti della storia contemporanea americana.
Springsteen da sempre è schierato sul fronte democratico, grande amico di Barack Obama. Che si spenda in un frangente del genere – mentre gli Stati Uniti si infiammano in una lotta politica che tracima in confronto ideologico e quasi antropologico – potrà sembrare scontato.

Non lo è neanche un po’: molti altri se ne stanno zitti. Per convinzione, convenienza, perché non sanno cosa dire, perché hanno il terrore delle conseguenze.

Springsteen è un’altra faccenda, perché canta il sogno americano con una potenza e una credibilità senza pari da oltre cinquant’anni. Da più di mezzo secolo è un’icona nel senso più puro del termine e infatti la sua Streets of Minneapolis ha avuto un impatto mediatico istantaneo impressionante. Non è la canzone, straordinaria nei versi, musicalmente certo non paragonabile ai capolavori assoluti del rocker ma conta poco. È il messaggio civico e politico a contare e allo stesso tempo la domanda angosciante che pone.

Perché dopo gli omicidi a sangue freddo di Reneé Good e Alex Pretti sono intervenuti tutti i big dem. La dichiarazione scritta di Barack Obama è risuonata come un richiamo ai doveri civici di un’intera comunità. Nessun dubbio sulla partecipazione sincera e sconvolta ai fatti di Minneapolis ma – eccoci al problema – non arriva la voce di una leadership capace di raccogliere il grido di dolore e trasformarlo in un’idea di Stati Uniti d’America in grado di guardare in faccia l’incubo maga e proporre quello che ha sempre distinto la politica americana nei suoi momenti migliori: la forza del sogno. Una versione aggiornata dell’american dream, che proprio Springsteen ha saputo cantare mirabilmente partendo spesso proprio dai suoi punti oscuri.

Una leadership chiara, forte e indiscutibile nel campo democratico non c’è: servirebbe anche ai per recuperare una visione genuinamente conservatrice e rispettosa delle istituzioni. Ce lo ha ricordato Streets of Minneapolis.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

03 Aprile 2026
Parma, 3 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Il piatto di pasta più amato arriva nel ristorante più inclus…
03 Aprile 2026
Roma, 3 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su e…
03 Aprile 2026
Roma, 3 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su e…
03 Aprile 2026
Roma, 3 apr. (Labitalia) – Da due a quattro mesi di arresto e multe fino a 7.500 euro circa: ecco c…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI