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Imprese: Tack tmi, skill comportamentali e di change&innovation al centro investimenti formativi

Aprile 13, 2022

Roma, 13 apr. (Labitalia) – Non solo competenze digitali. Skill comportamentali, relazionali e di change&innovation, oltre a quelle tecnico-professionali, sono al centro degli sforzi e degli investimenti formativi delle aziende alle prese con 4 driver organizzativi di impatto sempre più trasversale: sostenibilità, benessere, talent attraction and retention, gestione della dei (diversity, equity, inclusion). Dall’osservatorio Tack tmi, la società di Gi Group holding, la prima multinazionale italiana del lavoro, che si occupa di learning & development, per il primo semestre 2022 emerge una richiesta formativa che, oltre al presidio su competenze essenziali – afferenti le lingue e le competenze digitali di base – e sulla gestione del cambiamento, vede ai primi posti competenze di sviluppo personale e di leading per diversi ruoli, non solo quelli strettamente manageriali: problem solving, decision making e comunicazione assertiva risultano prioritarie al pari di performance management e teamwork efficace.

“Il mercato – commenta Irene Vecchione, amministratore delegato di Tack tmi Italy (Gi Group holding) – è molto complesso tra spiragli di ripresa e tensioni globali che si riflettono inevitabilmente su alcuni business, cambiamenti organizzativi all’insegna della sostenibilità e necessità di base come il riuscire a trattenere i talenti in azienda . Il quadro dunque non è semplice, ma certamente è sempre più condiviso che apprendimento e sviluppo di business sono due lati della stessa medaglia per la competitività e la crescita e che rimandare o tagliare oggi gli investimenti in formazione potrebbe significare affrontare un capitolo di spesa extra poco dopo”.

A livello settoriale, dall’osservatorio Tack tmi emergono diversi trend formativi specifici. Lifescience (farmaceutico e medical devices): tra i comparti dove la digital transformation è più avanzata e impattante tra processi produttivi, big data analysis, temi normativi, di sicurezza, accesso e gestione multistakeholder c’è grande attenzione su: competenze agile per favorire efficacia ed efficienza dei processi e skill di accounting e relazione, dalla vendita assistita alla vendita consulenziale basate sulla costruzione di un patient experience mindset per i ruoli di patient e market access. Focalizzazione anche sulla formazione tecnica in ambito desease management team, regolatorio e preparazione a gare o bandi pubblici.

Logistica: a seguito della forte espansione degli ultimi due anni, si avverte una necessità trasversale di potenziamento di competenze digitali e ottimizzazione dei processi con l’obiettivo, nel caso specifico delle pmi, di passare da una gestione padronale ad un approccio manageriale come change mindset e gestione dei team di lavoro. Fashion&luxury; nell’ambito della trasformazione sull’omnicanalità per ruoli retail (store manager, store assistant, area manager) si conferma il trend di sviluppo di una cultura di vendita e servizio che passi attraverso la capacità di personalizzare la relazione con il cliente, sia sul canale fisico che virtuale, anche tramite l’utilizzo di sistemi di raccolta e lettura dati; per ruoli di operation attenzione su lean thinking e agile management per rendere i team di lavoro efficaci, efficienti e orientati alla creazione di valore per il cliente; focus, invece, su digital mindset per il middle e il top management e su diversity&inclusion per adottare un approccio intercultural retail.

Retail gdo food e non food: al netto della tendenza generale all’adozione di un approccio organizzativo cliente-centrico, uno degli obiettivi più sentiti è innalzare la qualità del servizio promuovendo una cultura condivisa della client experience, dall’operatore punto vendita agli specialisti di reparto agli store manager, insieme all’adozione di strumenti di monitoraggio del cliente e del customer journey per esperire valore nei diversi touchpoint. Fintech: nel contesto di programmi di investimento sempre più su misura per i clienti, c’è molta attenzione su management e innovation skill per i Responsabili di strutture centrali, veri ‘snodi di trasmissione’ del cambiamento che devono garantire anche benessere e produttività dei colleghi; focalizzazione, invece, su customer centricity mindset e advocacy come ascolto attivo e analisi dei bisogni per la rete distributiva (responsabili di filiale, di segmento e gestori) alle prese con richieste crescenti dalla clientela di accessibilità e autonomia operativa ordinaria, da un lato e consulenza dedicata sui processi decisionali, dall’altro.

Rispetto alle differenze tra pmi e grandi aziende, Tack tmi rileva un’importante attenzione sul corretto utilizzo dei finanziamenti per la formazione da parte delle prime con l’obiettivo di promuovere competenze trasversali e di performance management a vari livelli per il rafforzamento dell’organizzazione; le grandi imprese, invece, stanno cercando di rispondere a bisogni più diversificati, strutturando processi e azioni formative per tipologia di popolazione aziendale con un importante focus sulla diversity, equity, inclusion e la valorizzazione dei talenti. “Il perimetro delle competenze trasversali – continua Vecchione -necessarie oggi per affrontare il cambiamento è così ampio che non è facile orientarsi nella programmazione, ma di sicuro ciascuna realtà deve partire dall’identificazione delle competenze chiave necessarie per far prosperare l’impresa e l’organizzazione in generale in ottica sostenibile, adottando l’approccio della learning organization, consapevoli che la competitività oggi si gioca sul campo della velocità e dell’agilità di apprendimento”. Ad accomunare, infine, la maggior parte delle imprese la sensibilità acquisita sul tema del benessere e dell’ingaggio dei dipendenti, che si concretizza anche in percorsi individuali e di team di coaching e di counseling; ogni azione che favorisca il benessere delle persone può avere, infatti, un impatto importante sulla produttività, portando gli individui a sviluppare stima e fiducia verso la propria azienda, gestire meglio lo stress, aumentare la concentrazione e la capacità di problem solving, ridurre l’assenteismo e migliorare il teamworking.

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