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Lavoro, Cafà (Cifa): “Indennità per il preposto nei nostri contratti collettivi”

29 Maggio 2026

Bologna, 29 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “Già nei nostri contratti collettivi intersettoriale, area commercio terziario, distribuzione, servizi pubblici, esercizi e turismo e nel contratto a cui abbiamo dato vita la settimana scorsa nell’ambito della manifattura, che riguarda 17 comparti, abbiamo previsto un’indennità per il preposto. Riteniamo sia doveroso perché il preposto è quella figura che oltre a svolgere le proprie mansioni deve cercare di avere anche sott’occhio tutto ciò che accade perché ha delle grandi responsabilità, a tal punto, in alcune circostanze, di poter decidere di bloccare le attività lavorative. Si tratta di una grande responsabilità a cui deve essere attribuito un riconoscimento”. A dirlo Andrea Cafà, presidente Cifa, intervenendo al convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di Bolognafiere dal 26 al 28 maggio 2026.

“Insistiamo sul fatto – spiega – che la sicurezza debba andare sempre più verso un fattore culturale, non deve essere considerato un adempimento dall’imprenditore. Ora che anche il datore di lavoro deve fare formazione in materia di sicurezza, come Cifa Italia abbiamo attivato la nostra Academy per fare formazione gratuita ai nostri associati datori di lavoro di FonARCom, Epar e SanARCom, perché l’imprenditore deve avere ben chiaro che al di là dei vantaggi che l’Inail riconosce qualora non succedano infortuni e tutto proceda nella direzione adeguata, deve fare del proprio meglio per rendere l’azienda sicura e quindi dar vita ad un’azienda sempre più sostenibile”.

“Stiamo andando nella direzione giusta: rendere obbligatoria la formazione per il datore di lavoro era un tassello molto importante che mancava. Inoltre, sono state istituite delle premialità per le aziende che hanno subito infortuni e dobbiamo andare verso questa direzione, ma non perché dobbiamo fare sicurezza, perché l’Inail riconosce un mezzo punto percentuale di sconto sui premi, ma perché la persona è e deve continuare ad essere l’elemento centrale in una buona organizzazione. Ci aspettiamo dalla politica che, risorse permettendo, si possano valorizzare quelle imprese che operano in sicurezza”, conclude.

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