Manageritalia Toscana, competitività e crescita frenate da scarsa managerializzazione
Firenze, 15 mag. (Adnkronos/Labitalia) – Troppe microimprese (94,6%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,9%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Toscana, che non si discosta molto da quello nazionale e vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. In Toscana ci sono 4.662 dirigenti, di cui circa il 21% donne (aumentate del 128,4% negli ultimi 16 anni), e 18.290 imprese sopra i 9 dipendenti sul totale di 336.000: il dato testimonia come ancora la stragrande maggioranza delle Pmi sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle Pmi italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna. Quanto una gestione manageriale sia determinante per competere lo spiegano i dati che vedono le nostre grandi e medie imprese avere una produttività in linea e a volte superiore alla media europea, mentre il livello crolla nelle piccole e microimprese.
La crescita e, quindi, la managerializzazione delle Pmi sono alcuni dei temi al centro dell’Assemblea di Manageritalia Toscana che si è volta al The Social Hub Belfiore di Viale Belfiore 55 a Firenze. Nel corso dell’assemblea, oltre al tema della scarsa managerializzazione delle Pmi, è stato affrontato anche il nodo strategico della sostenibilità, dell’innovazione e della crescente attenzione ai benefici dell’economia circolare, asset ormai indispensabili per la crescita e la competitività delle imprese. Asset che richiedono competenze, visione strategica e una rinnovata cultura aziendale che solo i manager possono garantire accompagnando le imprese nei processi di trasformazione. Su questi temi interverrà anche l’Assessore all’Ambiente ed Economia circolare della Regione Toscana, David Barontini.
“Le sfide che le imprese toscane affrontano – dalla transizione energetica e digitale alla sostenibilità ambientale – richiedono un salto di qualità nella capacità gestionale e strategica”, dichiara David Barontini, assessore all’ambiente della Regione Toscana. “La sostenibilità non è più un tema accessorio, ma un elemento centrale di competitività e sviluppo. Per questo è fondamentale che nelle aziende crescano competenze manageriali capaci di integrare innovazione, economia circolare e attenzione all’ambiente nei processi decisionali e produttivi”.
Il gap manageriale rispetto ai principali competitor (in Italia ci sono nel settore privato 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,5 in Toscana e 2-4 nei principali Paesi europei) non può certo essere colmato da una crescita nell’ultimo anno del 4,1% dei dirigenti privati nella regione (+0,2% negli ultimi 16 anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e del +17,4% dal 2008 a oggi.
“Senza manager non c’è sostenibilità. Le sfide della transizione – energetica, digitale, sociale – richiedono competenze, visione e capacità di guidare il cambiamento che solo una figura manageriale strutturata può portare in azienda. Le nostre pmi hanno il potenziale, ma rischiano di restare indietro se non si investe sulla loro managerializzazione. Per questo chiediamo alla Regione Toscana di affiancare le imprese con strumenti concreti – incentivi, fondi dedicati, percorsi di accompagnamento – per sostenere l’inserimento di manager: è la leva più efficace per rendere il nostro tessuto produttivo davvero competitivo e sostenibile”, spiega il presidente di Manageritalia Toscana, Marco Zuffanelli.
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