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Smiley, l’azienda icona dell’emoticon sorriso nel mondo compie 50 anni

Febbraio 1, 2022

Roma, 1 feb. (Labitalia) – Nel 2022 compie cinquant’anni l’azienda che ha creato uno dei simboli più iconici di sempre: The smiley company. “Smiley – dice in un’intervista esclusiva all’Adnkronos/Labitalia il ceo Nicolas Loufrani – è stato creato nel 1972 da mio padre Franklin Loufrani, giornalista del quotidiano nazionale francese France-Soir. Voleva diffondere ottimismo e positività sul giornale e ha lanciato una campagna di buone notizie. L’ha poi trasformata in una licensing company per diffondere felicità attraverso campagne di marketing e prodotti. In seguito, sia la sua campagna di buone notizie che il suo business di licenze cominciarono a diffondersi in Europa e, poi, nel mondo. Io ho iniziato a reintrodurre l’idea di buone notizie con la nostra organizzazione no-profit Smiley movement qualche anno fa”.

“Il nostro motto – sottolinea – è: le buone notizie riguardano le persone che fanno del bene. Ci concentriamo quindi su quelle che riguardano i responsabili del cambiamento positivo, oltre a tutte quelle persone che ci ispirano per il loro grande lavoro nel settore della beneficenza, mostrandoci come ogni giorno accada di positivo nelle nostre comunità”.

Per Nicolas Loufrani sorriso e pandemia è un binomio che può funzionare per il futuro della società. “Come tutti sanno – spiega – la pandemia ha causato un’enorme ondata di sofferenza in tutto il mondo e Smiley lavora per aiutare le persone a vedere gli aspetti positivi delle cose, in ogni situazione. Penso che rilanciare il nostro messaggio originale ‘Take the time to smile’, ovvero ‘Prenditi il tempo per sorridere’, sia molto importante in questo momento. Abbiamo infatti bisogno che le persone siano fiduciose che vedremo la luce alla fine del tunnel, che l’umanità progredirà e vincerà sempre. Anche se la situazione è estremamente difficile, dobbiamo continuare a sorridere alle nostre famiglie, agli amici, ai colleghi e alla società in generale per rimanere umani”.

“Le emozioni – afferma – sono comprese e provate allo stesso modo da tutti gli esseri umani ovunque. Ciò è stato dimostrato da Paul Ekman, un famoso psicologo americano. Incorporando lo Smiley su articoli come cappellini e magliette, incoraggiamo gli altri ad abbracciare il sorriso e diffondere la felicità. Come ha detto André Aciman: ‘smile and the world smiles back’ (sorridi e il mondo ti sorriderà). La nostra indagine ha voluto rimarcare il valore del sorriso, ricordandoci ancora una volta quanto è importante il lavoro che facciamo”.

“Il nostro – puntualizza – è un marchio virale che diffonde e vuole continuare a diffondere la felicità nelle strade e in ogni luogo possibile attraverso l’abbigliamento, l’arredamento ed ogni tipo di accessorio”.

“Lavoriamo – ricorda – con grandi marchi italiani. Tutti penseranno ovviamente a Moschino, che usa Smiley dai tempi di Franco Moschino ed è associato ai nostri valori allegri e colorati. Ma stiamo lavorando anche con tanti altri brand. Ad esempio, per il nostro 50° anniversario stiamo collaborando con Armani Exchange, Dsquared, Moleskine, Montegrappa, Philosophy, Seletti e molti altri. Tutti i marchi e i rivenditori globali con cui collaboriamo sono presenti anche in Italia”.

In occasione del 50esimo anniversario di Smiley, l’azienda ha realizzato un’indagine sul valore del sorriso per gli italiani. La ricerca – che ha interessato un pubblico di oltre 2000 intervistati di età compresa dai 18 ai 55+ anni, residenti in tutta Italia – ha rimarcato come gli anni della pandemia abbiano impattato negativamente sull’attitudine al sorriso. Infatti, più della metà degli intervistati sostiene di avere sorriso meno nel biennio 2020/2021, rispetto al solito. La ricerca fa emergere in particolare una grande voglia di tornare ad essere più ottimisti: per il 2022, l’87% del campione si augura di vedere persone sorridenti intorno a sé e l’86% degli intervistati esprime il desiderio di poter sorridere maggiormente. Un desiderio auspicabile perché, dati alla mano, gli italiani sorridono ancora troppo poco: il 44% non lo fa per più di 15 minuti al giorno, mentre il 16% tra i 15 e i 30 minuti. Solo il 26% dichiara di sorridere più di 30 minuti al giorno.

I numeri dell’indagine riconfermano, inoltre, i molteplici e sorprendenti effetti positivi che un sorriso può avere sulle persone e sulla loro psiche: per quasi l’83% degli intervistati è il sorriso stesso che fa sentire felici. Sembra quasi che la ricerca qui sveli una sorta di ribaltamento del consueto nesso causa-effetto: infatti, non è solo vero che sorridiamo quando siamo felici, ma è altrettanto vero che l’atto stesso di sorridere si ripercuota sul buonumore. Sorridere ha anche il potere di farci sentire calmi (per il 74% del campione), motivati (73%) e pieni di energia (62%).

La magia più potente del sorriso è ancora un’altra: il sorriso si rivela un potentissimo atto di altruismo, a costo zero. Sorridendo rendiamo felici gli altri: ben l’85% del campione dichiara di sentirsi felice quando qualcuno gli sorride. Anche fare qualcosa per gli altri ci fa stare meglio, molto più rispetto a fare qualcosa per noi stessi: il 54% degli italiani dichiara sentirsi felice nell’aiutare qualcuno, contro il 31% che prova sensazioni positive compiendo azioni per sé. Altri dati incoraggianti riguardano la forza aggregante del sorriso: più della metà degli intervistati (64%) associa l’azione del sorridere ai momenti trascorsi insieme a parenti e amici, nel presente così come nel passato.

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