Università: dalla formazione al lavoro, i numeri premiano la Lum
Roma, 11 giu. (Adnkronos) – Elevati livelli di soddisfazione per l’esperienza universitaria, forte integrazione con il mondo del lavoro e risultati occupazionali particolarmente positivi. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, che fotografa il profilo dei laureati e gli esiti occupazionali dell’Università LUM Giuseppe Degennaro. I dati relativi ai percorsi formativi evidenziano un elevato apprezzamento per la qualità dell’esperienza universitaria. Il 92,8% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio percorso, mentre il 94,2% esprime una valutazione positiva del rapporto con il corpo docente. Inoltre, il 90,7% considera adeguato il carico di studio e manifesta soddisfazione per le attività didattiche svolte. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla fedeltà all’Ateneo: oltre otto laureati su dieci (81,2%) sceglierebbero nuovamente lo stesso corso di studi presso la LUM, confermando la qualità percepita dell’offerta formativa.
“La LUM – afferma il rettore Antonello Garzoni – si conferma una scelta vincente per i tanti giovani che guardano con attenzione al mercato del lavoro, grazie alla significativa crescita delle competenze e a programmi formativi moderni e dinamici, sempre più orientati all’internazionalizzazione”. Il Rapporto evidenzia inoltre l’efficacia del percorso accademico in termini di regolarità degli studi. L’82,2% dei laureati consegue il titolo nei tempi previsti, con una percentuale che raggiunge il 94,6% tra i laureati magistrali biennali. Grande rilievo assume anche la dimensione esperienziale della formazione. L’81,6% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare, mentre quasi il 12% ha partecipato a programmi di studio all’estero riconosciuti dal corso di laurea. Più di sei studenti su dieci hanno inoltre affiancato un’attività lavorativa al percorso universitario. Positivi anche i dati relativi all’occupazione. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello raggiunge l’85,7%, mentre a cinque anni dalla laurea sale al 92,9%. Le retribuzioni nette medie arrivano a 1.929 euro mensili, mentre oltre la metà degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato.
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