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Vino: Terre Cevico cresce in doppia cifra, fatturato +14,5% ed export +18%

Dicembre 7, 2023

Roma, 7 dic. (Labitalia) – Sessant’anni di storia con lo sguardo rivolto al futuro. Sono quelli di Terre Cevico che ha chiuso l’esercizio di bilancio 2022/2023 (1.8.2022 – 31.7.2023) con una crescita di fatturato aggregato (+14,5%) ed export (+18%), confermando il gruppo cooperativo romagnolo tra i principali player del vino italiani. La presentazione del bilancio è avvenuta al Teatro Goldoni di Bagnacavallo nel corso del quale è stato presentato per il sesto anno consecutivo anche il Bilancio di sostenibilità 2022/2023. Terre Cevico chiude l’annata 2022/23 con un fatturato aggregato di 217,2 milioni di euro (aziende del gruppo e cooperative di base) per una crescita del +14,5% rispetto all’esercizio precedente che si era chiuso con 189,6 milioni di euro. In crescita anche il fatturato consolidato di Cevico che tocca quota 196,7 milioni di euro, per un incremento del +17,1 rispetto all’esercizio precedente (167,9 milioni di euro).

A crescere è soprattutto l’export che sale a quota 86 milioni di euro registrando un +18% sull’anno precedente (72,9 mln). L’export oggi ha un’incidenza del 43% sui ricavi del gruppo e posiziona Cevico al terzo posto tra le aziende italiane più performanti in termini di incremento del fatturato. Il gruppo di Lugo oggi opera su 69 nazioni con leadership in alcune aree come Cina e Giappone, e negli ultimi sei anni ha visto il raddoppio dell’export passato dai 42,9 dell’esercizio 2017/18 ai 85,9 mln (+100%). I primi tre mercati esteri di imbottigliato vedono al primo posto il Giappone (5 milioni di euro), Cina (2,23 mln) e Russia (2,2 mln).

Riguardo il canale Italia cresce in valore il mercato nella Grande distribuzione con 48,8 milioni di euro (+2,9%) e nel canale Horeca che vale 12 milioni di euro (+25%). Riguardo sempre ai dati dell’ultimo esercizio l’utile netto è stato di 438,5 migliaia di euro, il patrimonio netto aggregato tocca quota 86,9 milioni di euro, mentre il plusvalore per i soci – ovvero il valore originato dalla differenza tra le liquidazioni dei prodotti conferiti e il prezzo di mercato – ammonta a 6,3 milioni di euro per l’esercizio 2022/23.

I dati sono stati presentati nell’Assemblea di bilancio svoltasi al Teatro Goldoni a Bagnacavallo che ha visto gli interventi di Marco Nannetti, presidente di Terre Cevico, Massimo Gallina, della direzione amministrativa di Terre Cevico, Paolo Galassi, della Direzione generale di Cevico, Alessio Mammi, assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna, e Simone Gamberini, presidente Legacoop nazionale. Ad aprire la giornata è stata la sindaca di Bagnacavallo, Eleonora Proni, alla presenza anche di Cristian Maretti, presidente Legacoop Agroalimentare, Daniele Montroni, presidente Legacoop Emilia Romagna, Paolo Lucchi, presidente Legacoop Romagna, e Davide Ranalli, sindaco di Lugo.

Terre Cevico celebra i suoi 60 anni e comunica l’inizio di un nuovo importante capitolo della sua storia. Si tratta di un progetto di riorganizzazione strategica e riassetto societario che formalmente è stato approvato nelle Assemblee Straordinarie tenutesi l’8 ottobre 2023 e che vede Terre Cevico modificare il proprio status da consorzio cooperativo a cooperativa di primo grado.

Nel suo intervento in Assemblea il presidente Marco Nannetti ha descritto la riorganizzazione: “Gli effetti legali dell’operazione li avremo dal 1° gennaio 2024, si tratta di una operazione di incorporazione, da parte di Terre Cevico, delle cooperative Le Romagnole, Winex, Romagnole Due e delle aziende controllate Due Tigli, Enoica e Rocche Malatestiane. Sette aziende che hanno pertanto condiviso la semplificazione del proprio schema di gruppo ad un’unica cooperativa di primo grado, ad una unica Assemblea dei soci, ad unico Consiglio di Amministrazione. Una filiera vitivinicola completa, compatta, coordinata e con il ruolo del socio ulteriormente protagonista. Nell’ambito del progetto è stato confermato e condiviso il rapporto con il socio Colli Romagnoli con il quale continuerà l’interlocuzione anche attraverso la loro presenza di due componenti nel nuovo Cda che avrà efficacia legale dal 1 Gennaio 2024”.

A margine dell’Assemblea il vicepresidente Cevico, Franco Donati, ha dichiarato che “l’efficienza cooperativa, la valorizzazione dei territori e dei nostri vitigni come trebbiano e sangiovese, gli investimenti sui brand aziendali, la giusta e crescente remunerazione ai soci viticoltori unitamente al controllo di investimenti e costi, rappresentano per noi la condizione necessaria e indispensabile per una crescita sostenibile ed un futuro in cui le generazioni future possano considerare come opportunità il lavoro in viticoltura”.

Nell’Assemblea è intervenuto anche l’assessore Regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi: “Produrre vino di qualità, proteggere i vigneti dagli effetti dei cambiamenti climatici, promuovere i nostri prodotti in tutto il mondo: queste sono i tre obiettivi che ci siamo dati come Regione Emilia-Romagna. I numeri che caratterizzano il settore vinicolo, da Piacenza a Rimini, sono davvero significativi. Secondo gli ultimi dati disponibili, si son prodotti 8,2 milioni di quintali di uva in Regione su 53 mila ettari di vigneti, in circa 16 mila imprese. L’Emilia-Romagna con le sue 30 denominazioni d’origine vanta un volume d’affari che si aggira attorno ai 490 milioni di euro per i vini a denominazione e volumi ben più ampi per la restante produzione regionale; in questo contesto il gruppo Cevico è uno dei grandi protagonisti di questa filiera di qualità, con le proprie produzioni, dalla terra alla tavola. La Regione supporta la produzione vitivinicola con 25 milioni di euro ogni anno, in particolare su 3 interventi: la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, gli investimenti nelle cantine, la promozione dei vini a denominazione d’origine verso mercati extra Ue (6milioni di euro)”.

La chiusura della giornata è stata fatta da Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop: “Complimenti a Cevico non solo per i numeri del suo bilancio ma anche per quello che rappresenta per territorio e soci. In un clima di incertezza generale, l’unica certezza è che per crescere bisogna investire e innovare. Ed è quello che Cevico ha fatto, affrontando il 2024 con un importante cambiamento strategico organizzativo passando a cooperativa di primo grado. Una scelta che mette al centro il socio e il relativo plus valore che ad esso viene dato, elementi centrali nel valore della filiera cooperativa. Per affrontare le sfide degli anni a venire le dimensioni sono importanti sul piano sociale, ambientale ed economico. Tre elementi che in Cevico trovano sintesi con lo sguardo rivolto ai prossimi 60 anni”.

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