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Agente morto in inseguimento a Milano, domiciliari e braccialetto elettronico per uomo alla guida del suv

26 Giugno 2026

Milano, 26 giu. (Adnkronos) – Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Genti Berisha, 26 anni, arrestato per la fuga pericolosa in cui è morto – scivolando con la moto durante l’inseguimento – l’agente della polizia locale Francesco Imprezzabile. La giudice per le indagini preliminari di Milano Giulia Masci ha convalidato l’arresto per fuga pericolosa e morte come conseguenza di altro reato (cioè la fuga stessa, ndr).

La pm aveva chiesto il carcere per fuga pericolosa e omicidio stradale, ma durante l’interrogatorio di convalida in carcere ha cambiato idea quando la madre e la sorella sono arrivate dall’Albania rendendosi disponibili a restare per badare al 26enne rendendo quindi concreta la possibilità dei domiciliari. Un elemento che insieme alla confessione e all’assunzione di responsabilità della fuga hanno portato la rappresentante della pubblica accusa a chiedere una misura meno afflittiva.

Nell’interrogatorio nel carcere di San Vittore, davanti alla giudice per le indagini preliminari di Milano Giulia Masci, Berisha ha risposto alle domande. “Si è assunto la piena responsabilità di aver fatto questo gesto istintivo, sconsiderato, valutando male la situazione proprio da soggetto immaturo… perché con tre grammi di marijuana non sarebbe successo comunque niente” ha spiegtoa il suo difensore, l’avvocato Fabrizio Cardinali.

Il giovane, che ha un obbligo di firma per un altra vicenda legata allo spaccio, avrebbe tentato di aggirare il posto di blocco perché in possesso di pochi grammi di hashish. Una fuga finita con la morte dell’agente di 39 anni. “E’ dispiaciuto, è veramente emotivamente provato. Faremo un gesto riparatorio, nei limiti delle sue possibilità” – l’arrestato lavora in un autolavaggio – “e speriamo che il giudice ci dia gli arresti domiciliari”, ha aggiunto il legale. “Ha chiesto scusa, si è offerto di risarcire il danno. E’ stata una tragedia, adesso si rende conto conto che se avesse ragionato non sarebbe andato via e non sarebbe successo quello che e successo. E’ dispiaciuto moltissimo”, ha affermato ancora Cardinali.

Il difensore ha ribadito l’intenzione del suo assistito di costituirsi – “poi l’hanno trovato a casa, se voleva scappare non lo trovavano a casa” – e che Berisha “non si è accorto che il povero poliziotto è caduto” mentre proseguiva la sua fuga in compagnia di altre tre persone (un amico e altri amici del conoscente) sul suv preso a noleggio. Giovani di cui non ha voluto fare i nomi perché, ha spiegato alla giudice, “io ho fatto tutto, nessuno ha influito sulla mia decisione instintiva di andare via”.

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