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**Bari: da Fratoianni a Orlando per ricucire strappo, ma per ora soluzione non c’è**

6 Aprile 2024

Roma, 6 apr. (Adnkronos) – Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e poi Andrea Orlando nel Pd. C’è un fronte che pubblicamente si sta muovendo per sollecitare una ricucitura dopo lo strappo clamoroso del centrosinistra a Bari. Una mediazione che passerebbe innanzitutto dal passo indietro dei due candidati in campo, Vito Leccese e Michele Laforgia, per convergere su un terzo nome unitario. “Al momento non c’è”, risponde Francesco Boccia. Il quadro, dopo lo scontro tra Giuseppe Conte e Elly Schlein che ha reagito con una durezza mai mostrata sin qui nei confronti del leader M5S, sembra molto difficile da ricomporre.

Stamattina i 5 Stelle hanno smentito dichiarazioni attribuite a Conte sul sulla scioglimento del comune di Bari: una “narrazione tossica”, sottolineano, ribadendo che però il Movimento “non può fare spallucce davanti a situazioni poco chiare che hanno dato luogo alle gravi indagini in corso. Per noi la legalità resta un baluardo indiscutibile e non negoziabile”. Leccese ha aperto alla possibilità del passo indietro ieri nel comizio a Bari. Oggi Laforgia ad HuffPost non chiude del tutto a fare lo stesso gesto. “Mi pare un po’ difficile che debba essere proprio io a fare un passo indietro. A due mesi dalle elezioni, peraltro, non c’è tempo per cercare non si sa chi e non si sa perché. Dopodiché, se hanno una proposta, la facciano. La valuteremo”.

Ma appunto la proposta al momento non si è formalizzata. Se dovesse esserci, Schlein lascerà la valutazione a Leccese: “Abbiamo sempre lavorato per l’unità e continueremo a farlo, e sosterremo Vito anche se vorrà tentare ancora il dialogo per trovare una soluzione unitaria, ma senza accettare alcuna imposizione”, scrive su Fb. Mentre Fratoianni, sostenitore di Laforgia con Conte, lascia intendere di non aver apprezzato le modalità della decisione maturata in casa M5S di mandare all’aria le primarie: “Quando si assumono decisioni ognuno è libero di farlo ma nell’ambito di una coalizione. In un contesto come questo bisognerebbe discuterne con gli alleati e le altre forze protagoniste della vicenda”

Per Fratoianni comunque quello che conta ora è ricomporre la frattura: “Se ne esce testardamente ricercando una soluzione unitaria. E mi rivolgo in particolare ai candidati, Vito Leccese e Michele Laforgia, perché si incontrino e trovino loro una soluzione. Nulla c’è di peggio di una rottura che favorisca la destra. Io sono pronto in qualunque momento a sottoscrivere una proposta di soluzione”.

Anche Bonelli, che diversamente dall’alleato Fratoianni in Avs, è sostenitore di Leccese spinge per ritrovare l’unità e si appella ai candidati: “Interrompere le primarie a Bari è stato un fatto incomprensibile e un danno alla città. Ieri Vito Leccese ha dato la sua disponibilità a fare un passo indietro per farne tre avanti. Ora spetta a Laforgia fare questo passi indietro, noi lo attendiamo”. Convergere su un terzo nome è l’unica possibilità anche per Andrea Orlando che non nasconde che sia “più facile a dirsi che a farsi” dopo quello che è accaduto. Un colpo alla costruzione di un’alternativa alla destra che potrebbe andare oltre il caso Bari, avverte il dirigente dem, “quindi lo sforzo unitario deve essere massimo”.

Intanto anche in Piemonte si certifica che non ci sarà una coalizione di centrosinistra. Oggi i 5 Stelle hanno ufficializzato la candidatura di Sarah Disabato alla presidenza della regione e da Chiara Appendino arriva una sferzata al Pd sull’inchiesta per corruzione elettorale che coinvolge Salvatore Gallo, ex esponente di spicco del Partito socialista negli anni Ottanta e Novanta e oggi vicino ai dem. “Non spetta a me, spetta a Elly Schlein decidere cosa fare del Pd, ma che ci fossero dei problemi politici ad oggi attualmente irrisolti all’interno del Pd torinese penso fosse una cosa nota a tutti”, dice la ex-sindaca M5S di Torino. “Non ho nessuna intenzione di entrare nelle vicende giudiziarie è chiaro che leggendo i giornali, di quelle telefonate, quelle parole, emerge un quadro desolante della politica e mi auguro che non si voglia delegare questo alla magistratura e nascondere la testa sotto la sabbia”.

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