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Bergamasco (Aiic): “Utile la verifica tecnologica in Case e Ospedali di comunità”

11 Giugno 2026

Torino, 11 giu. (Adnkronos Salute) – “Case e ospedali di comunità giocano un ruolo chiave nel nuovo assetto dell’assistenza territoriale in Italia, partendo dal Dm77 e con il fortissimo impulso avuto dal Pnrr. In questo ruolo di raccordo tra l’ospedale e il territorio, case di comunità e ospedali di comunità vedono l’organizzazione e il personale come elementi centrali. A supporto strategico necessario di questa attività c’è la tecnologia: diagnostica di base, in particolare all’interno delle case di comunità, e telemedicina per un raccordo territoriale ancora più forte ed efficace nel passaggio da ospedale a domicilio, ma fondamentale negli ospedali di comunità, come rete di cure intermedie. Nell’assistenza domiciliare gli infermieri utilizzano tecnologie diagnostiche, si avvalgono della telemedicina e, quindi, dell’information technology, come elemento fondamentale per una piena efficacia di questo nuovo modello di assistenza sul territorio”. Lo ha detto Stefano Bergamasco presidente del Comitato scientifico del 26esimo Convegno nazionale Aiic-Associazione italiana ingegneri clinici, intervenendo, a Torino, nella sessione dedicata al nuovo ecosistema della salute con case e ospedali di comunità.

“Nell’ambito del meccanismo di finanziamento del Pnrr – spiega Bergamasco – è stato previsto che, per case e ospedali di comunità, il raggiungimento degli obiettivi minimi essenziali dati dal target fosse attestato da un’attività di verifica di un esperto indipendente. Inizialmente questa figura era individuata come un ingegnere indipendente, poi, alcuni di noi, colleghi dell’Aiic, hanno avuto l’opportunità di portare la loro competenza nell’ambito di questa attività di verifica. Riteniamo che questo sia stato molto utile in quanto l’ingegnere clinico ha proprio nel suo Dna l’integrazione tra competenza di gestione delle tecnologie biomediche e conoscenza dell’organizzazione sanitaria. Questa esperienza di attività di verifica è stata molto interessante e, per alcuni tratti, molto sfidante, in particolare per le tempistiche date dal Pnrr, ma anche per la possibilità di integrare le tecnologie e dell’informatica all’interno di queste strutture con la preparazione degli operatori sanitari, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici del territorio e infermieri all’interno in particolare delle case di comunità”.

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