Casa: Tinagli (Pd), ‘vera insicurezza è non avere tetto’
Roma, 5 feb. (Adnkronos) – “La casa è ormai un peso per oltre 4 milioni di famiglie italiane. Sono tante le persone costrette a spendere oltre il 30% del proprio reddito per le spese abitative e, per 1,5 milioni di loro, questa soglia si traduce in una condizione di disagio abitativo grave, con il rischio concreto di morosità”. Così l’eurodeputata del Pd Irene Tinagli , presidente della commissione per l’emergenza abitativa a Bruxelles intervenendo alla conferenza “La casa è un diritto “ in corso al Nazareno.
“Il problema casa riguarda sempre di più lavoratori e lavoratrici giovani che spesso non riescono a pensare a mettere su famiglia a causa dell’insicurezza economica che li blocca. C’è il tema del ceto medio che non ce la fa più , con stipendi divorati dall’inflazione e costi in crescita , quindi è necessaria un’azione per calmierare i prezzi a favore di quella fascia di popolazione che non ha i criteri per le case popolari ma non riesce a permetterai gli affitti di mercato. Come la storia di Elena e Guido che mi hanno scritto da Milano e stanno rinunciando a fare figli , oppure quella di Elisa, mamma single che dalla provincia di Pordenone racconta di non farcela più a pagare l’affitto e mantenere da sola il suo ragazzo. Ci dobbiamo occupare di queste persone con una strategia ad hoc che vada oltre l’edilizia pubblica”.
“Il problema non riguarda solo le grandi città e le tantissime testimonianze che sto ricevendo come presidente della commissione Hous lo dicono bene. Il governo Meloni su questo punto è completamente assente concentrandosi solo su una sicurezza che è puramente populista quando invece è l’insicurezza abitativa che deve essere gestita per non creare disagio sociale. Serve una strategia ampia che provi a correggere le storture pricipali del mercato e metta in campo progetti di edilizia sociale a prezzi calmierati che richiedono una collaborazione del privato, sotto il coordinamento e con un ruolo forte del pubblico .Bisogna far crescere il terzo settore, cooperative e fondazioni vanno coinvolte ,non c’è solo il privato delle grandi società immobiliari. In Europa stiamo lavorando proprio su questo: creare le condizioni per correggere le storture del mercato e sostenere nuovi modelli abitativi”.
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