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Caso Garlasco, Marco Poggi davanti ai pm: “Mai visti filmati intimi di mia sorella Chiara” – Guarda i video

11 Giugno 2026

(Adnkronos) – “Non ho mai visto video intimi di mia sorella Chiara”. Sono le parole di Marco Poggi, fratello di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, sentito dai pm come testimone lo scorso maggio in procura a Pavia nella nuova indagine sul delitto. Il 38enne è categorico, come si vede nei video esclusivi ottenuti dall’Adnkronos.

Una piccola scrivania di legno chiaro, un computer per mettere a verbale ogni parola e una telecamera che mostra da vicino Marco Poggi mentre, per circa un’ora e mezza, risponde in procura a Pavia alle domande dei pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, affiancate da un carabiniere. Il fratello di Chiara compare alle 9.50 al terzo piano del Palazzo di giustizia di Pavia lo scorso 6 maggio nelle veste di testimone. “Sono e mi chiamo Marco Poggi” si apre così il verbale del 38enne che, da prassi, viene avvertito che deve dire la verità per non incorrere nel reato di falso punito dal codice.

Il nuovo faccia a faccia – nella nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima – inizia dalle domande sul computer di casa Poggi. Una richiesta che ha come obiettivo capire se l’indagato possa aver avuto accesso ai video intimi presenti sul pc e che per gli inquirenti rappresentano il movente del delitto di Garlasco. “Quando venivano i miei amici, di solito gli mostravo i giochi e poteva capitare che giocavano insieme o che glieli facevo provare. Quando giocavamo al computer lo facevamo in camera di Chiara perché li c’era il computer della famiglia” spiega.

“Poteva capitare che io giocassi con il computer mentre Chiara era in casa, ma i miei amici non venivano quando c’era Chiara o i miei genitori. Poteva capitare che si incrociassero. I miei amici venivano nel pomeriggio, che io ricordi” dice facendo riferimento all’estate 2007. Marco Poggi esclude che gli amici, tra cui Sempio, usassero il suo computer in sua assenza: “a me sembra impossibile perché quando andavamo li c’ero anche io. Non posso escludere che talvolta io mi sia allontanato per andare in bagno o andare a prendere da bere, anche se non ho ricordi in tal senso”. Il testimone viene messo al corrente dell’ipotesi che l’amico d’infanzia Sempio possa essere in possesso di un video intimo della sorella, ma la risposta è netta. “Mi sembra impossibile. Confermo di nuovo che io non ho visto i video. Non riesco a trovare una spiegazione”.

Una versione che non cambia anche quando la pm gli legge l’intercettazione in auto dell’indagato. “Mi sembra una follia che lui abbia detto queste parole e che dicesse che si sentiva con Chiara. Io ho ancora tutti i miei cellulari se volete ve li do e controllate. Io non ho mai avuto sul mio cellulare video di Chiara e non li ho mai mostrati a nessuno. Mi sembra folle che Andrea Sempio, sapendo già di essere indagato ed intercettato, si metta ad ascoltare podcast sull’omicidio di Chiara e a commentare”.

L’incredulità è l’emozione che sembra trasparire sul viso di Marco Poggi che risponde con lo stesso tono di voce e continuando a mantenere la stessa postura, braccia conserte e sguardo dritto. “Non mi so dare una spiegazione, se la devo dare l’unica plausibile seppure assurda, visto che nell’intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa. Ripeto che io il video di Chiara e Stasi non l’ho visto e non l’ho fatto vedere ai miei amici. Mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a casa mia e mi ruba qualcosa, poi qualcuno se ne sarebbe accorto, Chiara se ne sarebbe accorta”.

Sono queste risposte che vengono lette dagli inquirenti come un atteggiamento “ostile”, come una difesa d’ufficio dell’amico e una critica alla nuova inchiesta che mette in dubbio la colpevolezza del fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto di Chiara Poggi. “Vale quello che ho detto prima. Io posso dirvi quello che ho fatto io, che non ho visto i video, non li ho fatti vedere ai miei amici, non ho neanche mai parlato con i miei amici di questi video. Non me lo spiego. (…) Ripeto che mi sembra folle, non risco a spiegarmelo, è tutto surreale” dice.

E netta è la risposta di Marco Poggi sulla presunta ossessione dell’amico per la sorella. “Che io sappia Sempio non aveva alcun contatto con Chiara. Nessuno dei miei amici aveva rapporti con Chiara che io sappia, ho sempre pensato che amici come Sempio o Freddi se l’avessero incontrata per strada non l’avrebbero neanche riconosciuta e viceversa. Questa versione data dall’intercettazione non collima con quella che era la vita di Chiara, che ruotava attorno ad Alberto”.

E aggiunge: “Mi sembra anche strano che Chiara non avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava rompendo le scatole. Mi avrebbe potuto dire ‘ma tu deficiente hai dato qualcosa al tuo amico?’, perché non lo avrebbe fatto? Capisco la riservatezza, ma se vedi un problema la riservatezza viene un po’ meno”. I pubblici ministeri lo invitano a riflettere sugli indizi contro Sempio, ma Marco Poggi non indietreggia e difende la sentenza della Cassazione che ha dato risposta alla richiesta di verità e giustizia della famiglia della vittima.

“Vi ripeto che io l’unica cosa che posso dirvi e che io non ho visto il video e non l’ho fatto vedere ai miei amici, non ne ho parlato con i miei amici”. Infine l’ultimo breve riferimento a Stasi e a un incontro al cimitero, poco dopo la morte della ventiseienne, in cui il fratello fa riferimento ai video ‘intimi’ in relazione a una chat tra la coppia vista sul computer di famiglia. di cui vi ho parlato e la mia conversazione con Stasi al cimitero. Infine l’ultima racomandazione, prima di chiudere il verbale, il divieto di comunicare i fatti e le circostanze oggetto dell’indagine. (di Antonietta Ferrante)

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