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Confindustria Nautica: “Mit accoglie nostre richieste per concessioni porti”

30 Marzo 2026

Roma, 30 mar. (Adnkronos) – Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la nota diramata a firma del Direttore Generale per i porti, la logistica e l’intermodalità, Donato Liguori, ha indicato le linee per un’applicazione uniforme del quadro normativo in materia di concessioni demaniali marittime, “evitando prassi interpretative idonee, di fatto, ad alterarne l’impianto”.

In particolare il Mit interviene sul ruolo della misura del canone nell’ambito dei procedimenti di affidamento delle concessioni demaniali marittime nell’ambito delle Autorità di Sistema Portuale, rilevando come il quadro regolatorio (art. 37 cod. nav. E D.P.R. n. 509/1997) non gli assegna un ruolo preponderante, diversamente “valorizza una serie di elementi per misurare la proficua utilizzazione del bene demaniale, al fine di determinare il migliore uso possibile per perseguire tutti gli interessi pubblici in gioco, quali, tra gli altri: la qualità degli impianti, dei manufatti e delle strutture da asservire alla concessione; l’offerta di servizi; l’esperienza tecnica e professionale dell’offerente”.

Ciò si spiega, si legge nella nota, “con l’intenzione del legislatore di inserire questa valutazione nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di governo del territorio e amministrazione del demanio marittimo. L’utilizzo del canone quale criterio preponderante produrrebbe il rischio di effetti distorsivi e potenzialmente speculativi, oltre che non assicurare la proficua valorizzazione del bene del demanio marittimo, fine ultimo di ogni procedura selettiva”.

“E’ un primo passo che viene incontro alle nostre richieste e di cui ringrazio il Mit” – commenta il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti – “che esclude che dopo la presentazione di un piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera portuale, che evidentemente ingloba il valore del canone, si possa procedere a rialzi nella scelta dell’affidatario. Tuttavia chiediamo che le Regioni si conformino a questo primo orientamento e che sia confermata l’esclusione del canone dai criteri di gara”.

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