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Dana Eden, produttrice israeliana della serie Teheran trovata morta in Grecia: girava la quarta stagione

16 Febbraio 2026

Atene, 16 feb. (Adnkronos) – Omicidio o suicidio? Un’ombra di mistero avvolge la quarta stagione di ‘Teheran’. Dana Eden, produttrice e ideatrice della serie israeliana premiata agli International Emmy Awards, è stata trovata morta all’età di 52 anni in una stanza d’albergo ad Atene durante le riprese della nuova stagione in Grecia.

Secondo le prime ricostruzioni dei media greci, il corpo è stato scoperto dal fratello. Nella stanza, dove alloggiava dal 4 febbraio, sono state rinvenute pillole e sono stati trovati lividi sul collo e sugli arti. Le autorità locali stanno indagando, valutando la possibilità del suicidio, ma l’ombra del dubbio resta. E nel frattempo aumentano le speculazioni a livello internazionale: alcuni media israeliani hanno avanzato l’ipotesi che la morte possa essere collegata a ritorsioni di agenti iraniani, visto che la serie è stata fin dall’inizio oggetto di critiche dai media statali iraniani, bollata come propaganda ostile. L’emittente Canale 12 ha però smentito queste voci, definendole “fake news” e precisando che non esiste alcuna indagine ufficiale per omicidio.

Non vi è alcun sospetto di movente criminale o nazionalista nella morte di Dana Eden, ha dichiarato anche la Dana & Shula Productions, casa di produzione dell’ideatrice della serie tv, invitando “i media e il pubblico ad astenersi dal pubblicare speculazioni non verificate e ad agire in modo responsabile e sensibile. Questo è un momento di grande dolore per la famiglia, gli amici e i colleghi. Chiediamo che la dignità di Dana e la privacy dei suoi cari siano rispettate”.

Con ‘Teheran’, lo scontro geopolitico tra Israele e Iran è diventato materia da grande serialità internazionale, la serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l’emittente pubblica israeliana Kan 11 e distribuita nel mondo da Apple Tt+. La produzione, che ha debuttato in Israele il 20 giugno 2020 per essere distribuita a livello internazionale il 25 settembre dello stesso anno, è diventata rapidamente uno dei titoli di punta della serialità israeliana, imponendosi come il primo contenuto non in lingua inglese lanciato dalla piattaforma di Cupertino.

La seconda stagione è andata in onda nel maggio 2022, mentre la terza – confermata nel febbraio 2023 – è stata trasmessa in Israele dal 9 dicembre 2024 ed era disponibile su Apple Tv+ dal 9 gennaio 2026. Nel cast della terza stagione è entrata anche Hugh Laurie, ampliando ulteriormente il profilo internazionale della serie. La quarta stagione è in corso di realizzazione ora in Grecia.

Nel 2021 ‘Teheran’ ha conquistato un traguardo storico: il premio come miglior serie drammatica alla 49esima edizione degli International Emmy Awards, diventando la prima produzione israeliana a ottenere questo riconoscimento.

Protagonista è Tamar Rabinyan, giovane hacker nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del Mossad. La sua missione è infiltrarsi sotto falsa identità a Teheran per sabotare una centrale elettrica, operazione che dovrebbe aprire la strada a un attacco contro un impianto nucleare iraniano. Ma l’operazione fallisce e Tamar si ritrova braccata dalle autorità locali, costretta a muoversi in clandestinità nella città dove è nata. A darle la caccia è Faraz Kamali, capo delle indagini delle Guardie Rivoluzionarie. Nella fuga, la protagonista entra in contatto con un gruppo di giovani dissidenti e con Milad, hacker ribelle di cui si innamora, mentre il confine tra dovere professionale e identità personale si fa sempre più sottile.

A interpretare Tamar è l’attrice israeliana Niv Sultan, la cui performance – recitata in ebraico e persiano – è stata tra gli elementi più apprezzati dalla critica. Accanto a lei Shaun Toub nel ruolo dell’investigatore Faraz Kamali e, nella seconda stagione, Glenn Close nei panni dell’agente britannica del Mossad Marjan Montazeri. La regia è affidata a Daniel Syrkin, mentre tra i creatori figura ancora Zonder, già noto per aver firmato “Fauda”, altro successo internazionale dello spy drama israeliano.

Girata ad Atene ma ambientata nella capitale iraniana, la serie si inserisce nel solco delle produzioni israeliane che hanno conquistato i mercati esteri negli ultimi anni, da “Prisoners of War” – da cui è stata tratta “Homeland” – a “Fauda”. Il racconto si muove sullo sfondo delle tensioni reali tra Gerusalemme e Teheran, tra sospetti di sabotaggi, programmi nucleari e guerra cibernetica. Un contesto che ha alimentato polemiche anche in Iran, dove la serie è stata bollata dai media vicini al regime come propaganda ostile. (di Paolo Martini)

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