Dl elezioni: Parrini, ‘inaccettabili offese Gasparri a Schlein’
Roma, 4 apr. (Adnkronos) – “Sono inaccettabili e risibili le offese che Maurizio Gasparri rivolge a Elly Schlein sull’emendamento anti-ballottaggi di cui lui è uno dei firmatari. Gasparri purtroppo ha perso una preziosa occasione per tacere. Se c’è una persona che deve studiare di più, e che ha dimostrato di saper molto poco della materia in questione, questa persona è proprio Gasparri. L’elenco delle cose che Gasparri non sa o finge di non sapere è presto fatto”. Così in una nota il senatore Dario Parrini, Vicepresidente Commissione Affari costituzionali.
“Gasparri evidentemente non conosce l’articolo 72 comma 4 della Costituzione e la sentenza della Corte Costituzionale 171 del 2007. Da quella norma costituzionale e da quella sentenza, che Gasparri avrebbe fatto meglio a studiare, deriva la palese incostituzionalità dell’iniziativa assunta da lui e dagli altri capigruppo del centrodestra al Senato. Gasparri inoltre mostra di non conoscere l’oggetto e il titolo del decreto su cui si innesta l’emendamento. Se lo conoscesse, saprebbe che il decreto riguarda misure urgenti per le elezioni della primavera 2025, e quindi è chiaramente inammissibile usarlo quale veicolo per realizzare una modifica normativa che di urgente non ha niente, visto che non entrerebbe in vigore prima delle elezioni comunali della primavera 2026”.
“Infine Gasparri parla, senza saperne niente, della legge elettorale toscana del 2014. Se prima di parlare avesse studiato un po’, avrebbe evitato di fare un esempio del tutto campato per aria. Avrebbe infatti scoperto che quella legge modificò un sistema di voto a turno unico, in cui il ballottaggio era impossibile e si poteva diventare presidente anche vincendo col 25 o 30% dei voti, in una legge con una soglia, che rendeva possibile il ballottaggio e che in tal modo garantiva che la rappresentatività del Presidente della Regione non scendesse mai sotto di un certo livello. Era quindi una legge che costituiva, diversamente dalla riduzione del quorum di vittoria al primo turno dal 50 al 40 per cento proposto da Gasparri, un netto passo in avanti rispetto allo status quo: si passava da nessuna soglia a una soglia. Si aumentava la rappresentatività dell’eletto, mentre lui vuole diminuirla. Altra cosa importante che forse il capogruppo di Forza Italia ignora è che quella legge fu approvata seguendo un percorso istituzionale da manuale: senza i blitz che piacciono a Gasparri, a larga maggioranza e dopo una lunga discussione in consiglio regionale. Insomma, con zero olpi di mano e in un clima di dialogo costante tra maggioranza e opposizione. Le riforme istituzionali, caro Gasparri, si fanno così, non a suon di tracotanza e colpi di maggioranza come piace fare a te”.
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