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Fidanza (Fdi): rischio deindustrializzazione auto Ue

7 Maggio 2026

Bruxelles, 7 mag. (Adnkronos) – Nell’Ue “serve più consapevolezza dell’urgenza della fase straordinaria che stiamo attraversando, del rischio concreto di deindustrializzazione che l’Europa sta vivendo: per questo, servono misure più urgenti e più concrete”. Lo ha detto il capodelegazione di Fdi nel Parlamento Europeo Carlo Fidanza, in occasione del dibattito “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe” organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel quale, ieri sera a Bruxelles, si è discusso dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.

“Noi – ha continuato Fidanza – abbiamo già fatto molti passi in questa direzione con la creazione di maggioranze di centrodestra, cioè comprendenti il Partito Popolare, i Conservatori, i Patrioti e i Sovranisti sulle tematiche di revisione del Green Deal, dove è evidente a tutti che è difficile che queste modifiche possano essere realizzate con gli stessi, mi riferisco in particolar modo ai Socialisti e ai Verdi, che hanno creato il danno negli scorsi anni”.

Per Fidanza “non è un caso che, in realtà, la lentezza con cui si sta andando a rivedere la normativa sul blocco del motore endotermico al 2035 derivi da questo blocco politico che ritarda il cambiamento. Noi, invece, abbiamo bisogno di spingere rapidamente per una vera neutralità tecnologica, per poter autorizzare l’utilizzo di tutte le tecnologie che contribuiscono alla decarbonizzazione del settore automotive e dei trasporti in generale, a partire dai biocarburanti, che sono per noi una priorità assoluta”.

Quindi, continua Fidanza, “ben venga l’elettrico come una delle soluzioni, ma abbiamo altre soluzioni già disponibili, come i carburanti rinnovabili, che devono essere autorizzate alla stessa stregua dell’elettrico”.

Tutto questo, aggiunge, “per rilanciare il nostro tessuto industriale, per difendere i posti di lavoro, soprattutto della nostra piccola e media industria della componentistica, che è un’industria importantissima per l’Italia che ovviamente rischia di essere fortemente penalizzata da una conversione totale verso il motore elettrico, perché il motore elettrico non necessita delle componenti che invece servono a fare un motore endotermico. E questo vuol dire decine di migliaia di posti di lavoro a rischio e di imprese che rischiano di chiudere”, conclude.

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