Fii Priority Europe, a Roma il summit che vuole riportare capitali sull’Europa
(Adnkronos) – Roma diventa per tre giorni una delle capitali globali degli investimenti. Da domani, 17 giugno, al 19 giugno, il Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotel, ospita Fii Priority Europe 2026, il summit europeo del Fii Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita e cresciuta negli ultimi anni come uno dei principali luoghi di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi, imprese globali e innovatori.
Il titolo scelto per l’edizione romana dice già molto della fase politica ed economica che il continente attraversa: “Europe Reimagined: Capital, Sovereignty & Strategic Autonomy”. L’Europa da reimmaginare è quella che prova a uscire dalla lunga stagione della gestione delle crisi e a ridefinire il proprio ruolo tra transizione energetica, AI, sicurezza, difesa, manifattura avanzata, catene di approvvigionamento e mercati dei capitali.
Secondo il Fii Institute, oltre 1.600 investitori, policymaker e innovatori si sono registrati per il summit. Nell’intervista ad Adnkronos, il presidente del comitato esecutivo del Fii Institute Richard Attias aveva indicato l’obiettivo politico e simbolico dell’appuntamento: portare a Roma un messaggio diverso sull’Europa, contro la narrazione di un continente ormai fuori gioco. “Molti ci dicono che l’Europa è finita. Io non posso accettarlo”, aveva spiegato Attias, definendo il vertice non “solo un’altra conferenza”, ma “un dono all’Europa”.
Adnkronos seguirà Fii Priority Europe 2026 con una copertura dedicata per tutta la durata del summit, attraverso interviste ai protagonisti dell’evento e tre dirette speciali, una per ciascuna giornata. Il primo appuntamento è previsto il 17 giugno alle 16, il secondo il 18 giugno alle 17 e il terzo il 19 giugno alle 14.30. Le dirette accompagneranno i momenti centrali del vertice, con approfondimenti sui temi al centro del programma: investimenti, autonomia strategica europea, AI, energia, difesa, turismo, infrastrutture e nuova competitività del continente.
La scelta di Roma non è casuale. Nella visione del Fii Institute, l’Italia è il luogo da cui può partire un nuovo racconto europeo, non soltanto per il richiamo storico al Rinascimento, ma per la sua posizione geografica e politica: ponte tra Nord e Sud del continente, tra Est e Ovest, tra Europa, Mediterraneo, Balcani e Africa.
Attias, nell’intervista ad Adnkronos, ha insistito proprio su questo punto: l’Italia può diventare una porta d’accesso all’Europa per capitali che arrivano dal Golfo, dall’Asia, dagli Stati Uniti e dai nuovi poli emergenti. Il suo ragionamento parte da una constatazione: l’Europa dispone ancora di grandi imprese, talenti, università, capacità tecnologiche e industriali, ma spesso non riesce a raccontarle e a trasformarle in attrazione di capitali. Il summit romano nasce anche per questo: mettere allo stesso tavolo investitori globali e decisori europei, con l’obiettivo di passare dalle analisi agli accordi, dalle diagnosi ai progetti.
Il Fii rivendica infatti una caratteristica precisa: non essere solo un forum di discussione. Attias ha ricordato che in nove anni di attività a Riad sono stati firmati accordi per quasi 250 miliardi di dollari. La missione dichiarata è portare questa logica anche in Europa, in un momento in cui il continente ha bisogno di capitali pazienti, politica industriale più efficace, mercati finanziari più profondi e una maggiore capacità di scalare le proprie imprese innovative.
Il programma si apre il 17 giugno con arrivi, incontri bilaterali, conclavi e laboratori. Il cuore politico ed economico del summit sarà però tra il 18 e il 19 giugno, con sessioni plenarie, panel e fireside chat.
Tra i protagonisti attesi ci sono Yasir O. Al-Rumayyan, governatore del Public Investment Fund saudita, presidente di Saudi Aramco e chairman del Fii Institute, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, componente del board del Fii.
La lista degli speaker mette insieme mondo politico, finanza, industria, tecnologia e cultura. Tra i nomi internazionali figurano la principessa Reema bint Bandar Al Saud, ambasciatrice saudita negli Stati Uniti, il ministro saudita dell’Economia Faisal Alibrahim, il ministro saudita del Turismo Ahmed Al-Khateeb, il premier albanese Edi Rama, l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz, Jacques Attali, Travis Kalanick, Aidan Gomez di Cohere, Stella Li di Byd, David Maisel, fondatore di Marvel Studios, Anthony Gutman di Goldman Sachs, Stephen Dainton di Barclays, Sir Noel Quinn di Julius Baer e Manfredi Lefebvre d’Ovidio del Wttc.
Sul fronte italiano saranno presenti, tra gli altri, Andrea Orcel di UniCredit, Pierroberto Folgiero di Fincantieri, Lorenzo Mariani di Leonardo, Domitilla Benigni di Elt Group, Sergio Dompé, Andrea Pignataro di Ion Group, Maurizio Tamagnini di Fsi, Nerio Alessandri di Technogym, Stefano Donnarumma del gruppo Fs, Giuseppe Sala, Paolo Barletta di Arsenale, Fabio Massoli di Cassa Depositi e Prestiti, Uljan Sharka di Domyn e Stefano Buono di newcleo.
Il filo rosso del summit è la domanda più urgente per l’Europa: come finanziare una nuova stagione di competitività senza perdere autonomia, coesione sociale e capacità industriale. Una delle sessioni centrali sarà dedicata al “Draghi blueprint”, il piano di rilancio della competitività europea, con un confronto su politica industriale, tecnologia, AI, sicurezza, life science e unione dei mercati dei capitali.
Altro capitolo chiave è la difesa. Nel panel “The €800 billion security investment” si discuterà del nuovo ciclo di spesa per sicurezza e difesa in Europa, con un’attenzione particolare alla base industriale, alle tecnologie dual use e alla relazione tra capitale pubblico e privato. Sul palco sono previsti Pierroberto Folgiero, Domitilla Benigni, Lorenzo Mariani e Hendrik Kramer. Il 19 giugno, il ministro Guido Crosetto interverrà poi sul tema della sicurezza come leva di autonomia strategica.
Il programma attraversa anche il dossier energia, con un panel sul trilemma europeo tra sicurezza, costi e decarbonizzazione, e quello delle materie prime critiche, con un confronto su litio, terre rare, batterie, catene di fornitura e nuove rotte tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti.
Grande spazio sarà dedicato all’AI e alle infrastrutture digitali. Tra i momenti più attesi ci sono il confronto “Europe 2040: Power, Autonomy & Survival in the Age of AI” con Jacques Attali, il lab su AI e deep tech, la sessione sulla sovranità tecnologica con Aidan Gomez e il dialogo con Jack Hidary di SandboxAQ sull’applicazione dell’AI alla fisica e ai sistemi industriali.
Il summit non si limiterà ai settori tradizionalmente associati alla finanza. In agenda ci sono anche turismo, rigenerazione urbana, grandi eventi, sport, cultura, moda e intrattenimento. Il turismo sarà affrontato sia come infrastruttura economica sia come questione di sostenibilità dei territori, con sessioni dedicate agli investimenti globali, alla pressione sulle destinazioni e al ruolo delle grandi piattaforme dell’ospitalità.
La cultura sarà discussa come asset strategico, capace di incidere su reputazione, soft power e posizionamento internazionale. Lo stesso vale per lo sport, sempre più letto come industria globale, mercato dei diritti, leva geopolitica e destinazione di capitali sovrani e privati.
Nel programma anche una sessione sul futuro delle Expo e sulla loro eredità economica e urbana, con Talal AlMarri di Expo 2030 Riyadh, Dušan Borovčanin di Expo 2027 Belgrade, Dimitri Kerkentzes del Bureau International des Expositions e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
La sessione “Capital Deployment Lab: AI & Deep Tech”, affronterà invece il tema della sovranità tecnologica e degli investimenti in AI e deep tech, con Roman Axelrod di XPANCEO, Ling Ge di Tencent e Ramin Hasani di Liquid AI, in un dialogo su chip, talenti, infrastrutture sicure, capitale e rischi di frammentazione geopolitica.
Al di là della lista degli speaker, il summit romano ha un obiettivo di posizionamento: cambiare la narrativa sull’Europa. Non negare i problemi, dalla bassa crescita alla frammentazione dei mercati finanziari, dal ritardo nello scale-up tecnologico alla dipendenza energetica e militare, ma provare a raccontare il continente come una piattaforma ancora centrale per capitali, innovazione e industria.
In questo senso, Fii Priority Europe arriva in un momento in cui il dibattito europeo è dominato da tre parole: competitività, sicurezza e autonomia. La domanda che attraverserà i lavori è se l’Europa sarà capace di mobilitare capitale privato e pubblico alla scala necessaria, costruendo un modello di crescita all’altezza della competizione con Stati Uniti, Cina e nuovi poli emergenti.
Per Roma, il summit rappresenta anche un’occasione di visibilità internazionale. Per l’Italia, una prova della sua ambizione a presentarsi come hub tra Europa, Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Per il Fii Institute, è il tentativo di portare nel cuore dell’Europa una piattaforma nata nel Golfo ma ormai globale, con un’agenda dichiarata: trasformare il dialogo tra finanza, politica e innovazione in investimenti concreti.
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