Foibe: Lorenzin, ‘riflessione scomoda ma necessaria’
Roma, 10 feb (Adnkronos) – “La riflessione di oggi sulle foibe e sull’esodo istriano-dalmata non è solo storia: è memoria viva. È il racconto di mia nonna, riuscita ad andarsene solo nel 1950 dopo tre anni di angoscia e paura, e sono i silenzi di mio padre, che non ha mai voluto farci sentire, a noi figli, “diversi”, come probabilmente si è sentito lui da bambino, quando l’esodo istriano era considerato una vergogna nazionale da tenere nascosta”. Lo scrive sui social la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin.
“Per troppo tempo su quella tragedia è calato un silenzio fatto di rimozioni, imbarazzi politici e paure ideologiche. Un silenzio che ha pesato sulle famiglie degli esuli, costrette a custodire il dolore privatamente, senza un pieno riconoscimento pubblico. Ricordare le foibe e l’esodo significa assumere una verità scomoda ma necessaria: furono colpiti civili innocenti, italiani travolti dalla violenza del Novecento. Non esistono memorie minori né dolori da nascondere”, prosegue Lorenzin.
“La Giornata del Ricordo deve essere questo, un atto di verità e di maturità democratica, non una bandiera di parte. Perché ricordare non divide. Il silenzio, invece, sì. Ma una delle cose più belle di questi anni è vedere i ragazzi figli dei “rimasti” in Istria e Dalmazia, che sono prima di tutto europei, poi croati e italiani. Lì, nelle loro scuole, tra di loro, ci si rende conto che l’Europa senza confini e frontiere ha ricucito una ferita grande, di cui finalmente queste generazioni non portano più il peso”, conclude.
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