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**Francia: Gozi, ‘Macron non era un matto, anche in Italia spazio evidente per i centristi’**

8 Luglio 2024

Roma, 8 lug. (Adnkronos) – “Macron ha dimostrato di non essere un matto, come era stato descritto a Roma e in altre capitali”. Sandro Gozi, eurodeputato di Ensemble e segretario del Partito democratico europeo, ha pochi dubbi: “Il voto in Francia ha un valore positivo”, dice all’Adnkronos: “Macron è riuscito a innescare un risveglio democratico che abbiamo visto con la larghissima partecipazione dei francesi. La domanda era, vogliono i francesi dare una maggioranza assoluta alla sinistra o alla destra? Questa era la questione uscita dalle europee e la risposta è stata, nettamente, no, non vogliamo”.

Per Gozi, però, “c’è una seconda, potenziale, vittoria di Macron. E’ dal 2022 che in Francia non c’è una maggioranza assoluta, Macron non aveva mai trovato delle forze politiche, né a destra né a sinistra, disposte a lavorare insieme per dare risposte concrete ai francesi. Il messaggio che adesso i francesi hanno dato è, ‘dovete lavorare insieme’. Le diverse forze politiche devono lavorare insieme, è il mandato vincolante che hanno avuto i deputati del centro, della sinistra e, in parte, della destra. Perché tanti deputati sono stati eletti con voti non del loro partito e quindi ognuno di loro deve lavorare per offrire le soluzioni”.

Qual è lo scenario più probabile, ora? “Le soluzioni non sono né all’estrema sinistra né all’estrema destra. Melenchon sta già perdendo pezzi, stamattina una sua deputata ha detto che non si schiererà nel gruppo di Melenchon. I numeri dicono che c’è la possibilità di costruire una maggioranza plurale, di scopo, dai repubblicani ai democratici, su alcuni punti chiave, dal potere di acquisto alla sicurezza”.

(Adnkronos) – Quando si avrà una indicazione chiara sul post voto? “La chiarificazione c’è stata. Ora ci vorranno settimane, se non mesi. Ci sono le Olimpiadi, il governo Attal continua per gli affari correnti. In autunno bisogna essere pronti per la scelta del relatore della legge di Bilancio, che è il primo momento molto importante”.

Quali sono i riflessi in Italia del voto francese? “La Francia è tripolare, il bipolarismo non è tornato. Anche in Italia c’è la possibilità di fare due cose. La prima, battere le destre. Questo vuol dire che non si può andare al traino di Meloni e Salvini e questo riguarda soprattutto Forza Italia, che è junior partner dell’estrema destra a Roma e alleata del centro e del Pse in Europa. Secondo, se il centro trova nuovi protagonisti anche in Italia c’è uno spazio evidente. Credo che anche gli italiani non vogliano scegliere tra Meloni e Schlein, ma bisogna essere capaci di stare insieme. In Francia i centristi vengono tra tre o quattro partiti. Se anche in Italia questo accadrà, il centro avrà un bel avvenire e sarà una bella notizia per la democrazia italiana”.

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