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Futura, ‘il voto è la nostra rivolta’ l’11 e il 12/4 a Milano, 2 giorni di confronto

31 Marzo 2025

Roma, 31 mar. (Adnkronos) – Venerdì 11 e sabato 12 aprile alla Camera del Lavoro di Milano e in diretta streaming Cgil darà il via alla sua campagna in vista dei referendum su lavoro e cittadinanza con Futura 2025, due giorni per dare voce a proposte, condivisioni, confronti e idee sul tema della partecipazione di ogni cittadino alla vita politica.

“Il voto è la nostra rivolta” è il titolo scelto per questa edizione, perché in un sistema democratico la partecipazione è lo strumento più potente che abbiamo per cambiare le cose. Futura 2025 sarà infatti uno spazio che vuole sottolineare come la politica non è solo quella dei partiti, ma si articola anche e soprattutto grazie alla partecipazione dal basso.

Raccogliendo i punti di vista di chi ha a cuore il Paese e di chi non si sente rappresentato, Futura ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del referendum come strumento di coinvolgimento per decidere insieme il domani. A far sentire la loro voce e a confrontarsi saranno personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e della società civile: visioni distanti che si incontrano e dialogano per porre al centro il cittadino e il lavoratore. La giornata di sabato 12 aprile vedrà l’evento arrivare in oltre 120 piazze italiane alle quali si aggiungono anche Parigi e Bruxelles, che si collegheranno con Milano per condividere idee e lanciare le iniziative dai territori.

Nell’intervista di oggi al Corriere della Sera il segretario della Cgil Maurizio Landini ha dichiarato “con il voto dell’8 e 9 giugno si possono cambiare le cose, creando le condizioni per un salario fondato sulla stabilità e la sicurezza del lavoro. Non è facile in un Paese dove ormai metà degli elettori non va a votare ma ci sono tutte i presupposti per raggiungere il quorum. Quello referendario non è un voto che delega ma consente di decidere direttamente. In caso di vittoria, il giorno dopo il voto due milioni e mezzo di persone otterranno la cittadinanza italiana, i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti riavranno l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori contro i licenziamenti, e la responsabilità di incidenti sui lavori appaltati si estenderà alle imprese appaltatrici”.

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