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Gaza, Hamas: “Israele ha respinto nostra proposta di cessate il fuoco”

20 Marzo 2024

Gaza, 20 mar. (Adnkronos) – Israele avrebbe respinto l’ultima proposta presentata da Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per la liberazione degli ostaggi in cambio di detenuti palestinesi. Lo ha dichiarato Osama Hamdan, alto funzionario di Hamas, affermando che da Israele è arrivata ”una risposta negativa” all’ultima proposta consegnata dai negoziatori del gruppo. Lo riporta l’emittente al-Arabiya.

Hamas, ha aggiunto Hamdan, ”sta cercando di porre fine alla guerra aggressiva contro il nostro popolo e sta aumentando i suoi sforzi per portare aiuti” alla popolazione assediata della Striscia di Gaza. Hamas, ha proseguito, ”ha presentato la sua proposta riguardo lo scambio di prigionieri e abbiamo dimostrato un approccio positivo e una elevata flessibilità”. In questo senso, ”stiamo seguendo il corso dei negoziati attraverso i fratelli mediatori di Egitto e Qatar e abbiamo presentato una visione globale che permetta di realizzare le aspirazioni del nostro popolo”.

Hamdan punta poi il dito contro ”Netanyahu, il suo governo terrorista e coloro che lo sostengono”, affermando che ”hanno la responsabilità di ostacolare gli sforzi volti a salvare l’accordo di scambio”. Infine, ha concluso, ”la continua aggressione sionista contro l’ospedale Al-Shifa è un tentativo di nascondere il fallimento militare del nemico”.

Nuovi raid sulla Striscia di Gaza, mentre proseguono i tentativi di trovare un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il segretario di Stato americano Antony Blinken arriverà oggi in Arabia Saudita e domani andrà in Egitto, ha annunciato il dipartimento di Stato americano.

Blinken, al suo sesto viaggio in Medio Oriente dall’inizio del conflitto, ha affermato di voler “discutere la giusta architettura per una pace regionale duratura” con i leader di entrambi i paesi.

Sul fronte della cronaca, un’altra tragedia umanitaria è avvenuta nelle prime ore della notte scorsa alla rotonda del Kuwait a Gaza City. Ventiquattro persone sono state uccise e molte ferite mentre attendevano gli aiuti umanitari. L’attacco ha colpito non solo i camion dei soccorsi e le persone radunate, ma anche nelle vicinanze, comprese le strutture pubbliche. Lo scrive al Jazeera, aggiungendo che nel campo profughi di Jabalia è stato preso di mira e distrutto anche un punto di distribuzione alimentare.

Al Jazeera riferisce anche di un raid di Israele su una casa nel centro di Gaza City, che avrebbe ucciso 15 persone, in maggioranza donne e bambini. “Purtroppo qui sono stati colpiti donne, bambini e vicini di casa”, ha detto all’emittente del Qatar il fratello del proprietario della casa della famiglia colpita dai raid. “Erano persone amanti della pace, dormivano dopo aver consumato l’ultimo pasto prima di digiunare”.

A Tel Aviv c’è stata una nuova protesta di parenti degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall’attacco del 7 ottobre in Israele. Al governo di Benjamin Netanyahu chiedono di raggiungere subito un accordo per la liberazione degli ostaggi. E stamani, come già accaduto nei giorni scorsi, hanno bloccato per circa 15 minuti un tratto della Ayalon Highway, come riferisce il Times of Israel. I manifestanti erano armati di uno striscione con le foto dei componenti del gabinetto di guerra e la scritta “Dipende da voi, non tornate dal Qatar senza un accordo”.

Sono morti 31.923 palestinesi dall’inizio della rappresaglia israeliana sulla Striscia di Gaza e quasi altri 75mila sono rimasti feriti. Lo denuncia il ministero della Sanità di Gaza aggiungendo che sono nelle ultime 24 ore hanno perso la vita 104 palestinesi mentre 162 sono stati feriti.

L’Idf ha riferito che 90 terroristi sono stati eliminati e oltre 300 sono stati arrestati e interrogati nel quadro dell’operazione militare in corso presso l’ospedale Al Shifa, nel nord di Gaza.

“Nell’ultimo giorno, le truppe hanno eliminato i terroristi e localizzato armi nell’area dell’ospedale, prevenendo danni a civili, pazienti, équipe mediche e attrezzature mediche”, hanno affermato i militari israeliani in una nota.

Cinque alti comandanti delle milizie filo-iraniane in Siria, tra cui un leader di Hezbollah, sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano contro la città di Mayadin nel governatorato orientale di Deir ez-Zor. Lo ha riferito il canale televisivo saudita Al-Hadath.

L’Idf condurrà un’esercitazione vicino all’area del Mar Morto per mantenere la prontezza delle forze nell’area. Lo ha annunciato l’esercito israeliano, precisando che l’esercitazione si svolgerà intorno a mezzogiorno e dovrebbe durare fino a notte.

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