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Giustizia: a Milano il Comitato per il Sì, ‘riforma rafforza indipendenza magistratura’

11 Dicembre 2025

Milano, 11 dic. (Adnkronos) – È stato costituito, a Milano, il ‘Comitato per il Sì alla riforma costituzionale – Art. 111’, un’iniziativa civica e culturale che riunisce avvocati, studiosi, professionisti, imprenditori ed esponenti della società civile con l’obiettivo di accompagnare, in modo serio e documentato, il dibattito pubblico sul referendum confermativo sulla giustizia. La riforma – che introduce la separazione delle carriere, due Consigli superiori distinti e un’Alta Corte disciplinare indipendente – rappresenta, secondo i promotori, un passaggio atteso da anni per dare piena attuazione ai principi del giusto processo sanciti dall’articolo 111 della Costituzione.

Presidente è stato nominato Antonino La Lumia, avvocato e presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano; vicepresidenti saranno la professoressa Marilisa D’Amico, ordinario di Diritto Costituzionale alla Statale di Milano, e l’avvocato Enrico Giarda, penalista e consigliere dell’Ordine degli avvocati di Milano; coordinatore e segretario saranno rispettivamente gli avvocati Pier Filippo Giuggioli, componente del Consiglio giudiziario di Milano, e Alessandro Mazzone, componente dell’Organismo congressuale forense. Il Comitato opererà su tutto il territorio attraverso sedi locali che saranno progressivamente attivate nelle principali città del Paese per incontri, momenti di approfondimento, iniziative pubbliche e attività divulgative in un dialogo diretto con i cittadini.

“Questa riforma non sia contro qualcuno, ma a favore del sistema. È un passo decisivo per rendere più trasparente, equilibrata e credibile la nostra giustizia: si garantisce a ogni cittadino un giudizio davanti a un giudice realmente terzo e si rafforza l’indipendenza della magistratura, anche nelle sue dinamiche interne, condizionate spesso dal fenomeno delle correnti.” ha sottolineato La Lumia. “L’articolo 111 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio del giusto processo, davanti a un giudice terzo e imparziale, nel contraddittorio e in condizioni di parità: questa riforma completa quell’impianto e rende l’architettura giudiziaria più lineare e più vicina ai valori della nostra Costituzione” ha commentato la professoressa D’Amico.

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