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Giustizia: Corte d’Appello Milano, ‘riforma non incide su cittadini e tempi processi’

31 Gennaio 2026

Milano, 31 gen. (Adnkronos) – “Purtroppo il clima che segna questo periodo è improntato ad accesa conflittualità: penso soprattutto ai dibattiti in corso sulla recente riforma dell’ordinamento giudiziario – definita più comunemente della Giustizia e della separazione delle carriere – e al prossimo referendum”. E’ uno dei passaggi del presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si tiene alla presenza anche del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

“Non compete a questo presidente, in questa sede, alcuna valutazione di natura politica o latamente politica e me ne guarderò bene dall’esprimerla” sottolinea, intervenendo però su alcuni aspetti tecnici. “La prima domanda che dobbiamo porci è quella se la riforma inciderà sul miglioramento dei tempi della giustizia. La risposta tecnica qui è netta e difficilmente smentibile: questa riforma non inciderà in alcun modo sui tempi della giustizia, che nel nostro Distretto per fortuna sono sopportabili, ma che, a livello nazionale, sono insopportabilmente lunghi” aggiunge.

“La seconda domanda è se con la riforma si potrà finalmente rendere la giustizia più efficiente colmando i gravissimi vuoti di organico che affliggono il personale amministrativo e ancora una volta la risposta è negativa. Questa non e un’opinione, ma un fatto. Si continuerà a lavorare con carenze di organico che globalmente sfiorano nel Distretto di Milano il 40% e che ogni giorno riusciamo a fronteggiare solo grazie allo spirito di sacrificio che alberga nei tanto vituperati dipendenti pubblici. Si continuerà a lavorare con carenza di mezzi informatici, in un contesto che ha l’ambizione di informatizzarsi e digitalizzare i processi in una logica, però, perdente del vorrei ma non posso'” aggiunge il presidente della Corte d’Appello.

La terza domanda è se la riforma permetterà di evitare i casi di malagiustizia, che “per fortuna sono statisticamente assai contenuti rispetto al volume di lavoro che svolge quotidianamente la magistratura. E’ agevole rilevare che la riforma non avrà alcuna incidenza diretta ed immediata su tale patologico svolgimento dell’attività giudiziaria. L’obiettivo è arrivare ad azzerare tali situazioni e per raggiungerlo serve solo una cosa: lavorare tutti insieme con serietà, equilibrio e grande capacità professionale” conclude Ondei.

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