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Giustizia: Ruotolo (Pd), ‘su pc magistrati accessi remoti nel 2024 segnalati e ignorati’

22 Gennaio 2026

Roma, 22 gen. (Adnkronos) – “Dalle anticipazioni dell’inchiesta di Report, il settimanale di approfondimento giornalistico di Rai Tre, emerge che, nonostante nel 2024 alcuni uffici giudiziari avessero segnalato ufficialmente l’esistenza di una possibile vulnerabilità nei sistemi informatici utilizzati da giudici e magistrati, la vicenda sarebbe stata messa a tacere su indicazione proveniente dall’Esecutivo, fino a coinvolgere Palazzo Chigi”. Così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria del Partito democratico, commentando le anticipazioni dell’inchiesta che sarà trasmessa domenica da Report”.

“Se confermate – aggiunge – queste accuse pongono una questione di estrema gravità, perché incidono direttamente sull’indipendenza della magistratura e sulla tutela dello Stato di diritto. La vicenda sarebbe legata all’utilizzo di un software di gestione centralizzata, Ecm/Sccm, installato a partire dal 2019 su circa 40.000 computer dell’amministrazione della giustizia, utilizzati da giudici e magistrati. Un sistema che, se attivato, consentirebbe accessi da remoto ai dispositivi senza che l’utente ne abbia consapevolezza e senza lasciare tracce verificabili. Secondo quanto riportato da Report – prosegue l’europarlamentare dem – l’installazione originaria del sistema sarebbe avvenuta all’insaputa del Ministro della Giustizia in carica all’epoca, Alfonso Bonafede, che ha specificato che il ruolo del Ministro attiene all’indirizzo politico generale e non alle scelte tecniche informatiche”.

“Come è possibile che, dopo le segnalazioni formali del 2024 e il coinvolgimento dei vertici dell’amministrazione della giustizia, non risultino essere state avviate verifiche strutturate né adottate misure correttive, nonostante la natura estremamente sensibile delle postazioni coinvolte e i rischi evidenti per la segretezza delle indagini? I consiglieri del Consiglio Superiore della Magistratura – aggiunge Ruotolo – hanno formalmente chiesto l’apertura urgente di una pratica di approfondimento presso la VII Commissione del CSM, competente in materia, per verificare i presidi di sicurezza adottati e scongiurare il rischio di accessi anonimi e illeciti alle postazioni di lavoro dei magistrati e del personale di cancelleria. Qui non siamo di fronte a un problema tecnico del passato. Siamo di fronte a una scelta compiuta nel 2024, sapere e non intervenire. Per questo – conclude – chiediamo alla Presidente Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di spiegare quanto accaduto. L’indipendenza della magistratura non è negoziabile”.

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