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In Italia 15 nuove diagnosi al giorno di cancro all’ovaio, al via campagna ‘Insieme di Insiemi’

8 Aprile 2026

Roma, 8 apr. (Adnkronos Salute) – In Italia ogni giorno 15 donne ricevono una diagnosi di tumore dell’ovaio. Questo carcinoma è considerato ancora oggi uno dei ‘big killers’ tra le neoplasie ginecologiche, con una sopravvivenza a 5 anni del 43%, affiancata però da una disponibilità sempre maggiore di trattamenti innovativi. Per rompere il silenzio sulla malattia, rafforzare la consapevolezza e portare il tumore ovarico al centro del confronto pubblico e istituzionale, nasce ‘Insieme di Insiemi’, una campagna di comunicazione dedicata all’informazione, all’advocacy e alla mobilitazione, presentata oggi in una conferenza stampa online. Ideata grazie all’impegno congiunto dei gruppi Mito (Multicenter italian trials in ovarian cancer and gynecologic malignancies) e Mango (Mario Negri gynecologic oncology), con le associazioni di pazienti Acto Italia, Loto, aBRCAcadabra, ALTo, Mai più sole e i clinici, e il supporto non condizionante di AbbVie e Pharma&, l’iniziativa nasce per promuovere una corretta informazione sul tumore ovarico, dare voce ai bisogni delle pazienti e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di percorsi di cura più equi, tempestivi e appropriati.

“Il tumore delle ovaie è associato ancora oggi a un’elevata mortalità, causata sia da sintomi aspecifici attribuibili a numerose patologie, come gonfiore o dolore pelvico, sia dall’assenza di screening dedicati che consentano una diagnosi precoce – spiega Sandro Pignata, direttore della Divisione di Oncologia medica del Dipartimento di Uro-ginecologia presso l’Istituto nazionale tumori di Napoli e fondatore del gruppo Mito – Solo le donne con alterazioni Brca1 e Brca2 possono avvalersi di strategie preventive grazie al test genetico. Per questa ragione è importante comunicare a tutta la popolazione quanto la prevenzione primaria, che si basa sull’adozione di corretti stili di vita, possa cambiare le carte in tavola. Altre condizioni di rischio sono legate all’attività ovarica: infertilità, assenza di gravidanze o una prima gravidanza oltre i 35 anni di età possono aumentare le probabilità di sviluppare questo tumore. E’ poi importante indagare la storia familiare: più parenti che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma ovarico o di cancro del colon, dell’endometrio o del seno possono costituire un segnale d’allarme. Se i sintomi risultano persistenti, quindi perdurano per più di 2 o 3 settimane, è importante svolgere una visita ginecologica: attraverso palpazione ed ecografia e successivi ulteriori approfondimenti è possibile effettuare la diagnosi. Il tempo è un fattore di enorme importanza, soprattutto per le neoplasie silenziose: prevenzione prima e attenzione a eventuali sintomi poi possono fare la differenza”.

“Oggi In Italia si stimano circa 5.400 nuove diagnosi ogni anno, ma, nonostante il tumore ovarico resti una neoplasia pericolosa, dal 2021 a oggi abbiamo assistito a una riduzione del tasso di mortalità – afferma Giusy Scandurra, direttore Uoc Oncologia medica ospedale Cannizzaro di Catania e docente presso la Facoltà di Medicina dell’università Kore di Enna – La motivazione va individuata nei trattamenti sempre più innovativi e nell’introduzione di terapie di mantenimento in prima linea, con diversi farmaci a bersaglio. In ogni modo, sia negli stadi iniziali della malattia che in quelli più avanzati, la chirurgia risulta curativa nel 70% dei casi, soprattutto se affiancata a un trattamento chemioterapico adiuvante per ridurre il rischio di recidive, che si presentano nel 25-30% delle donne. Si tratta di informazioni che è importante far arrivare alle pazienti, che possono trovarsi in difficoltà dopo una diagnosi, senza supporto nelle decisioni da prendere o in balia delle conseguenze di chirurgia e terapie farmacologiche. Questo tumore può insorgere anche in donne intorno ai 40 anni, quindi nel pieno della vita, talvolta con un desiderio di maternità non ancora soddisfatto, e quindi incidere fortemente sulla salute psicologica e sulla quality of life. Questa campagna vuole proprio stimolare la conversazione e avvicinare le donne al tema, per offrire loro informazioni ma anche possibilità di condivisione e appoggio”.

Il progetto ‘Insieme di Insiemi’ – descrivono i promotori in una nota – prevede numerose attività: la realizzazione di una pagina web informativa (insiemedinsiemi.it), la diffusione di un opuscolo con tutte le informazioni sul tumore ovarico, coinvolgenti attività social, la realizzazione di una survey e due webinar. Inoltre, in occasione dell’8 maggio, Giornata mondiale del tumore ovarico, verrà organizzata una conferenza istituzionale al Senato della Repubblica, in cui rappresentanti delle istituzioni, presidenti di associazioni e società scientifiche e pazienti siederanno allo stesso tavolo per la sottoscrizione di un documento di impegno politico. Successivamente, in piazza del Popolo, dove in occasione degli Internazionali Bnl d’Italia verrà organizzata la grande manifestazione Tennis&Friends Salute e Sport realizzata in collaborazione con Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Salute Lazio Asl Rm1 e Policlinico A. Gemelli, si svolgeranno due eventi: un flash mob simbolico per ricordare le diagnosi che ogni giorno in Italia arrivano a cambiare la vita di 15 donne, e l’installazione di land art Labia, madri d’amore, dedicata al tema della maternità oltre la biologia, per il sostegno delle donne che, a causa di un tumore ovarico, non possono portare avanti una gravidanza ma si interessano a percorsi di affido e adozione.

“Sul tumore ovarico nessuna voce, da sola, è abbastanza forte: fare rete significa trasformare esperienze diverse in una richiesta comune più chiara e più utile per le donne – dichiara Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia – La ricerca nazionale ‘Cambiamo rotta’, promossa da Acto Italia, mostra che solo il 27% delle pazienti sceglie il centro in base alla specializzazione in ginecologia oncologica: su circa 5.400 nuove diagnosi l’anno, solo 1.500 donne arrivano in modo consapevole a un centro altamente specializzato, mentre quasi 4.000 rischiano ancora di iniziare il loro percorso nel posto sbagliato”. La campagna “Insieme di Insiemi nasce per unire voci, esperienze e bisogni che ogni giorno raccogliamo dalle donne e dalle loro famiglie nelle quali è presente un’alterazione dei geni Brca 1 e Brca2. Servono percorsi chiari, tempestivi e omogenei in tutte le regioni”, sottolinea Ornella Campanella, presidente di aBRCAdabra. “Crediamo che una collaborazione attiva tra istituzioni, associazioni e strutture cliniche, anche a livello nazionale, possa migliorare il percorso di cura delle pazienti – aggiunge Sandra Balboni, presidente di Loto OdV – Lo dimostra ad esempio il lavoro avviato nel 2019 da Loto OdV con la Regione Emilia Romagna, attraverso il Pdta del tumore ovarico e la campagna ‘Donne, mettetevi scomode’ che oggi consente di trattare circa l’85% dei casi all’interno della rete dei centri di riferimento”. Oggi “la ricerca offre prospettive sempre più concrete, ma l’innovazione deve diventare un diritto per tutte”, rimarca Teresa Cafasso, presidente di ALTo Lotta al tumore ovarico. “Tutte insieme chiediamo che il tumore ovarico venga riconosciuto come una priorità reale di salute pubblica. Alle donne non servono più risposte frammentate: servono decisioni concrete, ora”, esorta Bellet.

“Siamo molto contenti di poter ospitare, in occasione di questa grande manifestazione, le attività dedicate alla Giornata mondiale del tumore ovarico – conclude Giorgio Meneschincheri, ideatore e presidente di Tennis & Friends e medico specialista in Medicina preventiva al Policlinico Gemelli di Roma – Nell’ambito della salute siamo fortemente convinti che a vincere sia il gioco di squadra, e svolgere questi eventi insieme ai clinici e alle associazioni di pazienti significa rafforzare l’impegno verso il nostro obiettivo comune, attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e l’accesso all’innovazione”.

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