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Invecchiamento e cronicità, Cricelli (Simg): “Salute donne sarà banco di prova Ssn”

27 Maggio 2026

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) – “La salute delle donne è il punto centrale delle trasformazioni demografiche che stanno cambiando il Paese e che avranno un impatto diretto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg – Società italiana di medicina generale, nel corso dell’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.

Secondo Cricelli, oggi non basta più osservare la situazione sanitaria attuale: “Dobbiamo capire quale società avremo nei prossimi decenni. I dati Istat mostrano trasformazioni profonde che spesso non percepiamo davvero: diminuzione della popolazione, invecchiamento crescente e un cambiamento radicale nella composizione delle famiglie”. Il presidente emerito della Simg ha richiamato l’attenzione sul cosiddetto “fungo demografico”, cioè il progressivo allargamento delle fasce più anziane della popolazione rispetto a quelle più giovani. “Le nuove generazioni diminuiscono – ha osservato – mentre cresce in modo straordinario il numero delle persone anziane, soprattutto donne ultraottantenni e ultranovantenni. Questo cambierà profondamente i bisogni di salute e assistenza”. Cricelli ha sottolineato anche il forte cambiamento sociale in corso: “Sempre più persone vivono sole. Non parliamo solo di single, ma soprattutto di anziani, vedove e persone fragili. E’ una trasformazione che i medici di medicina generale vedono ogni giorno entrando nelle case degli italiani”. A pesare sul futuro del sistema sanitario, ha aggiunto, sarà la combinazione tra invecchiamento, aumento delle cronicità e fragilità economica: “Avremo una popolazione più anziana, spesso più povera e con maggiori bisogni assistenziali – ha ricordato – E questa condizione riguarderà soprattutto le donne, che vivono più a lungo ma convivono più anni con malattie croniche e disabilità”.

Per Cricelli sarà quindi necessario ripensare l’organizzazione delle cure. “Servono una medicina territoriale più forte, continuità assistenziale e una presa in carico integrata tra medicina generale e specialistica. La salute femminile sarà uno dei principali banchi di prova della sostenibilità del sistema sanitario nei prossimi anni”, ha concluso.

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