Iran: Terzi-Scurria (Fdi), ‘solidarietà al popolo iraniano e sostegno alternativa democratica’
Roma, 2 gen. (Adnkronos) – I senatori di Fratelli d’Italia Giulio Terzi e Marco Scurria, insieme agli Onorevoli Naike Gruppioni e Andrea Di Giuseppe, a nome del ‘Comitato Interparlamentare per un Iran Libero’, esprimono vicinanza al popolo iraniano che “dalla fine di dicembre sta dando vita ad una nuova stagione di proteste, che si stanno diffondendo in tutto il Paese e assumono ogni giorno maggiori dimensioni. Queste imponenti manifestazioni, insieme alla resistenza del popolo iraniano contro la repressione, alimentano la speranza di porre fine alla dittatura religiosa e di avviare un cambiamento fondamentale nel nuovo anno”.
“Sostenere la richiesta del popolo iraniano per uno Stato laico e democratico rappresenta un dovere per ogni individuo e istituzione che si ispiri ai valori democratici in Europa. In tale contesto, appare fondamentale l’alternativa democratica rappresentata dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri), che lotta per un Iran libero, basato sulla separazione tra religione e Stato. Il regime iraniano sta rispondendo alle proteste con inaudita brutalità: nel 2025 si è registrata un’ondata senza precedenti di esecuzioni, utilizzate come strumento di repressione del dissenso politico” proseguono i parlamentari. Secondo il “Centro per i Diritti Umani” del “Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran – Cnri” – aggiungono – almeno 2.201 prigionieri sono stati giustiziati, il numero più alto nei 37 anni di leadership di Ali Khamenei. Solo nel dicembre 2025 si contano 376 esecuzioni. Sono aumentate anche le condanne a morte per prigionieri politici accusati di legami con l’opposizione democratica”.
“Condividiamo quanto dichiarato da Maryam Rajavi, Presidente-eletta del CNRI, riferendosi alle motivazioni che animano le proteste: «Il crollo accelerato della valuta nazionale, l’inflazione crescente, la recessione senza precedenti, la discriminazione e corruzione sistematica del regime hanno esasperato la stragrande maggioranza del popolo iraniano». Ha aggiunto che i manifestanti, nei loro slogan, «hanno indicato la radice del problema, cioè il sistema della “velayat-e faqih”», la liberticida dottrina politico-religiosa sciita instaurata dall’Ayatollah Khomeini una volta salito al potere. Il Comitato Interparlamentare per un Iran libero” concludono i parlamentari “segue con profonda apprensione gli sviluppi in corso in tutto l’Iran ed esprime vicinanza e solidarietà al popolo iraniano che lotta per i propri diritti, per la libertà di espressione e per il rispetto della dignità umana. La repressione violenta dei cittadini manifestanti richiede una risposta responsabile da parte delle istituzioni parlamentari e internazionali”.
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