Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Latronico (Siaarti): “Terapie intensive si aprano ai familiari dei pazienti”

10 Ottobre 2024

Napoli, 10 ott. (Adnkronos Salute) – “Da anni le terapie intensive stanno cambiando il loro volto, nel mondo come in Italia. I pazienti sono minimamente sedati oppure tenuti totalmente svegli. E questo perché abbiamo scoperto che farmaci potenti come i sedativi possono avere rilevanti effetti collaterali. Ma il paziente va anche tenuto attivo, dal punto di vista fisico e intellettivo. E in questo la famiglia può avere un ruolo proattivo. Per tale motivo, è necessario aprire le terapie intensive ai familiari per una migliore presa in carico del paziente che, non dimentichiamo, va incontro a delirium e debolezza muscolare profonda anche dopo pochi giorni di ricovero”. Così all’Adnkronos Salute Nicola Latronico, direttore Dipartimento Emergenza-Urgenza Spedali Civili di Brescia e professore di Anestesia e Terapia intensiva dell’Università degli studi di Brescia, in occasione del 78esimo congresso della Società italiana di anestesia, rianimazione, terapia intensiva, terapia del dolore (Siaarti) in corso a Napoli.

“Oltre a medici e infermieri – spiega Latronico, che è anche coordinatore nazionale dell’Area Terapia intensiva di Siaarti – le famiglie possono aiutare il paziente nel suo percorso di cura, a ricostruirne il vissuto, a ridurre alcune complicanze importanti, una delle quali è il delirium. Una condizione terribile, che ha un’incidenza che va dal 30 al 70% dei pazienti ventilati artificialmente. Il paziente vive in un mondo parallelo ed è inattento a tutto ciò che gli accade intorno. Fortunatamente, il delirium è una fase transitoria, sebbene possa avere effetti collaterali a lungo termine, tra cui l’aumentato rischio di demenza. Anche per questo motivo è importante la presenza di un familiare al suo fianco”.

Un altro problema che affligge il 25% dei pazienti in terapia intensiva “è la perdita di massa muscolare con conseguente debolezza profonda – sottolinea Latronico – A differenza del delirium, che è collegato alla gravità della malattia, la debolezza muscolare è invece legata anche alla immobilità del paziente. Da qui, la necessità di mobilizzare i pazienti il prima possibile ma per questo bisogna tenerli svegli, quindi non vanno sedati. Non solo. La mobilizzazione riduce anche l’incidenza di delirium e migliora lo stato cognitivo delle persone anche a distanza di tempo. Quindi meno farmaci sedativi, più fisioterapisti” nelle terapie intensive “già aperte alle famiglie dei pazienti – conclude Latronico – Da alcuni anni è in atto un cambiamento culturale in tutto il mondo, sebbene non diffuso e applicato in modo omogeneo. Nel nostro Paese il processo è in corso ma non sempre soddisfacente”.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

Mo: Nyt, ‘versione Idf falsa, ambulanze avevano luci emergenza accese’

05 Aprile 2025
Washington, 5 apr. (Adnkronos) – Le ambulanze palestinesi avevano le luci di emergenza accese qua…

Dazi di Trump, Meloni: “Impatto affrontabile. Panico può creare danni peggiori”

05 Aprile 2025
(Adnkronos) – Il “panico” e “l’allarmismo” possono causare “danni ben maggiori di quelli strettam…

Ucraina: sale a 18 numero morti attacco città natale di Zelensky

05 Aprile 2025
Kiev, 5 apr. (Adnkronos) – Sono almeno 18 le persone, tra cui nove bambini, le persone rimaste uc…

Dl sicurezza: Giorgis (Pd), ‘continua processo marginalizzazione del Parlamento’

04 Aprile 2025
Roma, 4 apr. (Adnkronos) – “L’approvazione di un decreto legge contenente gran parte delle norme …

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI

    Exit mobile version