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Lodi: pg Milano, condannare a 3 anni l’oste che sparò, ‘no giustizia fai da te’

11 Aprile 2024

Milano, 11 apr. (Adnkronos) – Mario Cattaneo, l’oste di 73 anni di Casaletto Lodigiano che nella notte tra il 9 e il 10 marzo del 2017 colpì a morte con il proprio fucile da caccia Petre Ungureanu, 32 anni, sorpreso di notte nel cortile della sua trattoria, deve essere condannato a 3 anni di carcere. E’ la richiesta che arriva nel processo d’appello, in corso a Milano, dalla pg Maria Vittoria Mazza. Nella sua requisitoria la rappresentante della pubblica accusa sottolinea “l’eccesso colposo”, da parte dell’imputato – assolto in primo grado a Lodi – che è intervenuto all’esterno, nel buio, “per difendere la propria famiglia” da un furto nella sua osteria.

Ma ne farlo “l’imputato ha posto se stesso, il figlio, i vicini, chiunque si fosse affacciato nel cortile in una condizione di pericolo. Ha agito con un atteggiamento colposo, perché imprudente, che ha portato a conseguenze per i rapinatori, ladri che non era neanche in grado di vedere perché era buio”. Il ristoratore impugna un’arma “in una situazione di paura, di poca chiarezza. E’ comprensibile il tentativo della difesa di sottolineare che il colpo parte quando lui era a terra, non in posizione eretta”, ma l’imputato non sarebbe dovuto intervenire. “Doveva rivolgersi alle forze dell’ordine, non è giustificabile il ‘fai da te’. Cosa dovevano fare i rapinatori se non cercare di disarmarlo per portare via il bottino e non essere colpiti? Se il canale legittimo non viene seguito, se non c’è dolo, però, c’è imprudenza e per questo chiedo una sentenza di condanna, la stessa pena chiesta in primo grado” le conclusioni dell’accusa.

Una condanna che la difesa respinge sottolineando che il colpo viene esploso “in fase di caduta” mentre lotta con i rapinatori che miravano al bottino dell’osteria. “Mario Cattaneo – spiega il legale Ennio Ercoli – non aveva alcuna intenzione di sparare, il colpo purtroppo è partito accidentalmente per colpa dell’aggressore che gli strattonava l’arma. Se avesse voluto sparare avrebbe esploso anche il secondo colpo, invece si è aggrappato al fucile per difenderlo”. L’imputato “è sceso per difendere la propria famiglia, voleva far allontanare i ladri”, non voleva uccidere e per questo “va assolto”. Se in quel tira e molla, tra Cattaneo e il ladro, “è partito un colpo accidentalmente è la spiegazione più logica – aggiunge l’altro difensore, l’avvocato Vincenzo Stocchino -. E non è che se non ha chiamato le forze dell’ordine è il giustiziere della notte, non ha sparato alla schiena. Di tutte le versioni che si possono mettere sul tavolo la più logica è che non voleva sparare”, conclude il difensore. La sentenza è attesa alle ore 15.

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