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M5S: Berti, ‘lascio, non resto con chi terremota istituzioni’

Luglio 13, 2022

Roma, 13 lug. (Adnkronos) – “Oggi mercoledì 13 luglio 2022 lascio il Movimento 5 Stelle”. Lo scrive in un lungo post sul suo blog Francesco Berti, l’ultimo in casa M5S a lasciare per passare a Ipf di Luigi Di Maio. Il deputato spiega con dovizia di particolari la sua scelta, soffermandosi in particolar modo sull'”irrisolvibile dualismo Grillo – Conte”, e leggendo in questa chiave l’incidente scatenato dalle parole del sociologo Domenico De Masi: una vicenda, accusa, “strumentalizzata non soltanto contro Draghi, ma in chiave di fomentare la lotta di Grillo e Conte, ovviamente a favore del secondo e facendo passare più o meno velatamente il fondatore come un complottista pro-governativo”.

“La mia idea – prosegue poi Berti – è che il M5S sarebbe dovuto rimanere nel governo. Le battaglie per cui entrammo sono tutte lì da difendere. Ma non è questo il punto: qualunque sia la sensibilità personale, la gestione di questa crisi, peraltro scatenata dallo stesso M5S, lascia scontenti tutti. Troppo morbida per chi vuole rompere, troppo spericolata per chi vuole rimanere. Dopo la vicenda de Masi – Grillo, il gruppo dirigente M5S ha deciso di far aumentare la tensione sul Decreto Aiuti, non votandolo in Commissione. Dopo l’incontro Conte-Draghi di giovedì 7, ove il Movimento aveva portato i 9 punti, sembrava che la questione della permanenza nel Governo fosse chiusa almeno per un paio di settimane. Sorprendentemente, la sera stessa, Conte cambia idea e dichiara che ‘non era in grado di garantire sostegno’. Ma si può cambiare idea su una questione così seria in un paio d’ore, senza neanche dare a Palazzo Chigi il tempo di rispondere nel merito?”.

“Io credo che semplicemente tutto questo sia inaccettabile. Aumentare l’instabilità politica, mentre gli italiani e le italiane aspettano risposte, significa aggravare il malessere quotidiano che vivono le persone. Già dalla prima crisi del Papeete, scrissi che l’Italia non ha bisogno di ulteriore instabilità governativa. La decisione di voler terremotare il Governo, sia fuori che dentro le istituzioni, è una frattura che non sento di sposare. Per questi motivi, da oggi aderirò al progetto Insieme per il Futuro, per continuare un percorso che guarda all’Europa, alla risoluzione della crisi energetica senza pesare sulla classe media, al favorire gli investimenti e la creazione di posti di lavoro di qualità, alla riduzione del peso fiscale e alle riforme che il nostro paese ha cominciato a fare, ma che non possono essere portate a termine con l’instabilità politica che purtroppo flagella le nostre istituzioni da troppo tempo. Per chi vorrà, ci sarà un percorso ancora da scrivere”, conclude.

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