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M5S: Conte, ‘stop ipocrisia di chi va via, cerchino collocazione ma non rompano scatole’ (3)

Luglio 31, 2022

(Adnkronos) – “La regola ha qualche controindicazione – ammette lo stesso Conte -. Perché privarsi delle esperienze e delle competenze maturate da portavoce che si sono particolarmente distinti e hanno operato, come nel nostro caso, in modo particolarmente efficace, realizzando riforme che il nostro Paese non si è mai neppure sognato nei decenni scorsi? Che senso ha mandare a casa gli onorevoli, anzi “onorevolissimi” portavoce del Movimento che: a) hanno contribuito, con il Superbonus 110%, a “un risultato fantasmagorico” che consente all’Italia di marciare “come pil al di sopra della Germania”, b) che con il PNRR sono riusciti a ottenere per la prima volta nella storia europea la “mutualizzazione del debito a Bruxelles” ricavando “la fetta maggiore per l’Italia”; c) che “hanno ridotto di un terzo il numero dei parlamentari, facendosi confermare l’unica vera riforma costituzionale andata in porto in decenni e decenni da un referendum plebiscitario”; d) che con il Rdc hanno realizzato una “riforma efficace dell’assistenza pubblica in tempi calamitosi, riducendo un tasso di povertà che pare sia davvero troppo alto, nonostante la fuga generalizzata dal lavoro” (così Giuliano Ferrara sul “Foglio” del 30.7.2022, che certo non può essere accusato di tenerezze nei confronti del Movimento)”.

“E potremmo aggiungere, ancora, tante altre misure epocali, quali la legge anticorruzione, il blocco dei licenziamenti che ha consentito la tenuta del sistema economico e ha favorito la subitanea ripresa al 6.6 del Pil nel 2021. Se dovessimo graduare l’operato dei parlamentari sulla base dell’efficacia dell’azione politica, della corrispondenza tra gli impegni assunti in campagna elettorale e risultati ottenuti, i parlamentari che sono rimasti nel Movimento dovrebbero essere confermati tutti, in blocco. Ma purtroppo la democrazia rappresentativa non conosce questo metro di giudizio. La libertà di voto dei cittadini che è sacra, comporta che forze politiche che hanno realizzato i loro impegni riformando il Paese partecipino alla competizione elettorale sullo stesso piano di forze politiche che hanno mantenuto poco o nulla degli impegni presi e che, se mai, continuano a fare da anni promesse mirabolanti senza mai averle realizzate. A questo inconveniente, però, ovvieremo trovando le forme e i modi per valorizzare il patrimonio di competenze ed esperienze dei portavoce che durante questa legislatura hanno contribuito a fare del Movimento una ‘vera, notevole forza riformatrice'”, scrive Conte citando Giuliano Ferrara.

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