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Medio Oriente, lo Iai riunisce a Roma i negoziatori del Golfo per affrontare le crisi regionali

24 Giugno 2026

(Adnkronos) – Il Golfo guarda a Roma per cercare una via d’uscita alla crisi mediorientale. A quanto apprende l’Adnkronos, si svolge oggi nella Capitale il Med-Gulf Summit, promosso dall’Istituto Affari Internazionali con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo-Fondazione Csf: un incontro a porte chiuse che riunisce consiglieri, negoziatori ed esperti provenienti, tra gli altri Paesi, da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Libano e Palestina, insieme a rappresentanti di alto livello del ministero degli Esteri e dell’Unione europea.

Al centro del confronto ci sono la situazione regionale, lo stato dei negoziati sulla crisi in Medio Oriente e i possibili spazi di mediazione in una fase segnata da equilibri fragili e da un’incertezza crescente. Nel pomeriggio il vertice, che include anche i principali think tank della regione, si allargherà anche ad alcune aziende socie e partner dello Iai, attive in settori strategici come finanza, energia e difesa, per affrontare il nodo dello sviluppo economico e delle infrastrutture regionali.

L’iniziativa nasce dalla constatazione che, dopo la guerra Usa-Israele contro l’Iran e il successivo accordo quadro tra Washington e Teheran, nessuno dei tre attori centrali della crisi sembra oggi in grado di garantire stabilità. Il tentativo israeliano di ridisegnare gli equilibri regionali non ha prodotto l’ordine atteso, l’Iran resta in una posizione di stallo e gli Stati Uniti continuano a inviare segnali contraddittori.

In questo vuoto strategico emerge il ruolo degli Stati del Golfo. Grazie alla loro capacità diplomatica, alla visione di lungo periodo e alla leva economica, le monarchie della regione possono contribuire alla costruzione di un nuovo equilibrio insieme ai partner mediterranei, nel delicato bilanciamento tra deterrenza e diplomazia.

La premessa del summit è che l’instabilità mediorientale non sia più confinabile entro una geografia ristretta. Da Gaza al Libano, fino allo Stretto di Hormuz, le crisi incidono ormai su rotte commerciali, sicurezza energetica, investimenti, infrastrutture e flussi migratori. Golfo e Mediterraneo vengono così letti come un unico spazio geopolitico, attraversato da corridoi, porti, gasdotti e reti ferroviarie alternative.

Il tassello mancante, secondo l’impostazione dell’iniziativa, è un coordinamento d’insieme capace di mettere in relazione questi progetti e trasformarli in una cornice politica più stabile. Il Med-Gulf Summit punta proprio a questo: costruire una rete di fiducia tra diplomatici, negoziatori, imprese ed esperti, promuovendo un multilateralismo agile, attivabile sia nelle fasi di crisi sia nei momenti di stabilità.

L’obiettivo, rivelano i partecipanti al summit all’Adnkronos, è contribuire alla nascita di un ordine regionale più duraturo e inclusivo, fondato non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche su una prospettiva di pace, sicurezza e prosperità condivisa. (di Giorgio Rutelli)

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