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Mondiali 2026, L’Iran accusa gli Stati Uniti: “Hanno revocato l’assegnazione dei biglietti per i nostri tifosi”

9 Giugno 2026

Teheran, 9 giu. (Adnkronos) – La federazione calcistica iraniana ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno revocato l’assegnazione dei biglietti per le partite della fase a gironi dei Mondiali 2026, accusando il paese co-organizzatore di ostacolare la presenza dei tifosi iraniani, nel contesto di un’aspra disputa diplomatica. Gli Stati Uniti hanno frapposto una serie di ostacoli burocratici all’Iran in vista del grande evento calcistico mondiale, tra cui il rifiuto di rilasciare visti ad alcuni membri dello staff, poiché i due paesi sono ancora in guerra dopo l’attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele all’Iran alla fine di febbraio. “A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno agito ancora una volta per ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”, ha dichiarato la federazione in un comunicato.

La federazione calcistica iraniana ha affermato che i regolamenti Fifa prevedono l’assegnazione dell’otto percento dei biglietti per ogni partita, che vengono poi distribuiti alle federazioni partecipanti per i rispettivi tifosi attraverso i canali ufficiali. Secondo la dichiarazione, l’Iran aveva già iniziato la vendita dei biglietti per le partite della fase a gironi contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto – tutte in programma negli Stati Uniti – dopo aver ricevuto la sua quota, e alcuni tifosi avevano già preso i necessari accordi. “Tuttavia, con una mossa inaspettata, la quota assegnata alla Federazione calcistica iraniana è stata revocata e, nelle circostanze attuali, la federazione non è in grado di fornire nemmeno un singolo biglietto ai tifosi della nazionale”, si legge nella dichiarazione.

La federazione ha definito la decisione “contraria allo spirito che regola le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i paesi partecipanti”. Ha inoltre invitato la Fifa e gli organizzatori del torneo “a rispettare i principi di neutralità, equità e regolamenti stabiliti, e a fornire le condizioni necessarie ai tifosi iraniani”. Né la Fifa né gli organizzatori statunitensi hanno commentato pubblicamente l’accusa iraniana. La denuncia rappresenta l’ultima controversia relativa alla partecipazione dell’Iran ai Mondiali, a seguito di problemi con i visti che, secondo Teheran, hanno impedito l’ingresso negli Stati Uniti a circa 15 membri dello staff amministrativo e dirigenziale della delegazione. Le crescenti tensioni hanno inoltre spinto l’Iran ad annunciare lo spostamento del proprio centro di allenamento per i Mondiali nella città messicana di Tijuana, al confine con il Messico, anziché a Tucson, in Arizona, come inizialmente previsto. L’Iran esordirà contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno, per poi affrontare il Belgio, sempre a Los Angeles, il 21 giugno e l’Egitto a Seattle il 26 giugno.

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