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Pamela Mastropietro, la mamma: “Non smetto di cercare la verità”

30 Gennaio 2026

Roma, 30 gen. (Adnkronos) – “Ci sono ancora tante domande senza risposta”. Sono passati otto anni dalla morte di Pamela Mastropietro – la 18enne romana che, dopo essersi allontanata da una comunità in provincia di Macerata, fu violentata, uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio 2018 – e la mamma Alessandra Verni continua la sua battaglia: “Non smetterò – afferma all’Adnkronos – di cercare verità e giustizia per mia figlia”.

Nel gennaio dello scorso anno la Corte di Cassazione, respingendo un ricorso straordinario presentato dalla difesa dell’imputato, ha reso definitiva la condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale. Nonostante in sede giudiziaria non siano emerse altre responsabilità né complicità, la famiglia di Pamela è da sempre convinta che l’uomo non abbia fatto tutto da solo e continua a chiedersi cosa ci sia davvero dietro allo scempio sul corpo della 18enne, che fu smembrato e i resti ritrovati in due trolley sul ciglio di una strada: “Ci sono ancora tante domande senza risposta – afferma all’Adnkronos Alessandra Verni – Per quanto riguarda Oseghale non si sarebbe neanche dovuti arrivare a fare tre Cassazioni (nel corso della vicenda ci fu un appello bis sulla violenza sessuale e poi la pronuncia sul ricorso straordinario ndr) vista l’evidenza del martirio di Pamela”. “Ad oggi, nonostante gli appelli alle istituzioni, i complici di Oseghale sono liberi di delinquere e di commettere violenze atroci ad altre persone e nessuno fa o vuole fare nulla”, è convinta la mamma della ragazza.

Alessandra Verni, lo scorso anno, il 7 marzo, ha voluto incontrare l’uomo in carcere. Oltre quattro ore di colloquio che, spiegò subito dopo, dovevano servire a guardare Oseghale negli occhi, dirgli tutto il dolore che aveva provocato, ma anche a chiedergli di raccontare tutta la verità su quel giorno. “Non ho avuto più contatti con Oseghale”, racconta Alessandra Verni a quasi un anno da quel faccia a faccia aggiungendo: “Sto cercando però di prendere contatti con la sua famiglia sia in Nigeria e sia qui a Macerata” alla ricerca di altri elementi su quando accaduto.

“Pamela – ricorda la mamma – era una ragazza solare e piena di vita, sensibile e molto altruista, tanto che non si tirava mai indietro se bisognava aiutare qualcuno”. Oggi Alessandra Verni, per la prima volta nel giorno dell’anniversario, ha voluto ricordare la figlia andando a Macerata “non solo come madre, ma come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Pamela vive e finché avrò fiato, non smetterò di cercare verità e giustizia per mia figlia”.

E proprio in memoria della ragazza è nata l’Associazione Pamela Mastropietro Odv: “L’associazione si impegna a onorare la vita, ricreando l’armonia e l’introspezione necessarie per il nostro cammino – sottolinea Alessandra Verni – Grazie a strumenti semplici ed essenziali come, ad esempio, l’ascolto, l’aiuto, la socializzazione e il rispetto, vogliamo promuovere un cambiamento positivo per ognuno di noi. Intendiamo utilizzare approcci creativi e terapeutici, come la natura, gli animali, l’arteterapia, la musicoterapia, il teatro e altri strumenti che aiutano a esplorare le proprie emozioni dando spunti sul gestire le proprie emozioni, le paure, i traumi, ma anche spunti per creare, per cambiare e per realizzare i propri sogni. Vogliamo offrire l’aiuto di psicoterapeuti professionisti, creando uno spazio sicuro e accogliente dove ricevere aiuto e supporto psicologico”. Nel solco di questo impegno la madre di Pamela racconta un’iniziativa ideata e promossa dall’associazione Algaxia a Macerata proprio in memoria di Pamela a otto anni dalla morte: la realizzazione del “Sentiero della luce” che, nei propositi dei promotori, rappresenta un “atto concreto di rigenerazione ambientale e sociale”. (di Sara Di Sciullo)

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