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Perché Meloni era a Navarino con il nuovo editore di ‘Repubblica’

17 Maggio 2026

(Adnkronos) – Sul litorale del Peloponneso, nel punto in cui nel 1827 la flotta ottomana fu sconfitta dalle potenze europee, si è tenuto dal 15 al 17 maggio lo Europe-Gulf Forum, il vertice che ha riunito per la prima volta capi di Stato e di governo europei con i leader del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc). Una scelta simbolica, quella di Navarino: l’Europa che guarda ancora una volta a Sud e a Est, stavolta non con le cannonate ma con accordi commerciali, corridoi energetici e trattative su migrazione e sicurezza marittima.

La premier italiana Giorgia Meloni ha aperto i lavori insieme al primo ministro del Qatar Abdulrahman bin Jassim Al Thani, mentre la tappa a Cipro è stata cancellata dopo i fatti di Modena che l’hanno riportata in Italia. Tra i presenti, anche il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, il presidente finlandese Alexander Stubb, la direttrice del Fmi Kristalina Georgieva, la presidente della Bce Christine Lagarde, e i leader di Kuwait e altri paesi del Golfo. Un gruppo che ha trasformato un summit semi-privato in un appuntamento di primo piano nel calendario diplomatico europeo.

Il vertice è co-organizzato dall’Atlantic Council, il think tank di Washington tra i più influenti nelle relazioni transatlantiche, e dal gruppo mediatico greco Antenna Group. I due co-presidenti del forum sono Fred Kempe, presidente e Ceo dell’Atlantic Council, e Theodore “Theo” Kyriakou, imprenditore greco alla guida di Antenna Group. Tra i consulenti del forum figura anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che ha curato buona parte dell’organizzazione logistica dell’evento.

Palazzo Chigi ha precisato che all’evento erano ammesse solo “figure politiche e istituzionali”, smentendo le voci su una presunta partecipazione di rappresentanti di BlackRock e JP Morgan.

Il nome di Theo Kyriakou non è nuovo alle cronache italiane. Il 23 marzo 2026, K Group (la holding di famiglia) ha completato l’acquisizione del 100% di Gedi da Exor, la cassaforte della famiglia Elkann-Agnelli. Nell’operazione, il cui prezzo è stato stimato attorno ai 110 milioni di euro, sono confluiti la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria Manzoni.

La famiglia Kyriakou è una delle dinastie imprenditoriali più potenti della Grecia contemporanea: armatori, hanno investito nell’editoria, nella finanza e nell’energia. Il capostipite Minos ha fondato nel 1988 Antenna Group e nel 1989 ha lanciato Ant1, uno dei primissimi canali televisivi privati greci. Alla morte di Minos nel 2017, il controllo del gruppo è passato all’erede Theo, nato ad Atene nel 1974 e laureato alla Georgetown University di Washington. Antenna ora opera in 12 paesi con 37 canali televisivi, piattaforme streaming, radio, cinema ed eventi dal vivo. Il salto di scala più significativo è arrivato tre anni fa, quando Theo ha convinto il fondo sovrano saudita Pif, braccio finanziario del principe Mohammed bin Salman, a investire 225 milioni di euro in Antenna Greece.

Il suo essere padrone di casa al vertice di Navarino suggerisce una strategia che va ben oltre l’editoria: la costruzione di un network politico-diplomatico.

Il vertice di Navarino riflette una traiettoria diplomatica ed economica che la Grecia ha intrapreso con crescente determinazione negli ultimi anni. Come spiega all’Adnkronos Elena Lazarou, Direttrice Generale dell’Hellenic Foundation for European and Foreign Policy (Eliamep), il coinvolgimento di Atene con i paesi del Golfo è ormai strutturale: “E’ una parte crescente della politica estera greca, ma anche dell’agenda di sicurezza economica, commercio, crescita economica ed energia negli ultimi anni”.

Il nodo centrale è il corridoio Imec – India-Middle East-Europe Economic Corridor – annunciato al G20 del settembre 2023 con la firma di India, Ue, Germania, Italia, Francia, Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La Grecia è tra i nodi terminali europei del corridoio, che collega l’India all’Europa attraverso il Golfo Persico, l’Arabia Saudita, Israele e il Peloponneso. Secondo Lazarou, questo progetto rappresenta molto di più di una via commerciale: “Imec è stato un progetto di punta non solo per il commercio, ma anche per la costruzione di resilienza”.

Il passaggio marittimo tra Mediterraneo orientale e Stretto di Hormuz è diventato, secondo Lazarou, uno degli assi fondamentali della sicurezza geoeconomica europea: “Il quadrante si estende fino all’Oceano Indiano, è una rotta strategica per energia, trasporti marittimi, sviluppo infrastrutturale, connettività”.

Questo contesto è stato accelerato dal conflitto in corso tra Israele, Usa e Iran. “Il conflitto ha precipitato l’importanza dei rapporti con i paesi allineati nella regione”, spiega Lazarou, “non solo per la componente diplomatica, ma anche per quella di sicurezza economica, poiché lo Stretto di Hormuz controlla la quantità di scambi commerciali e di energia che è critica per la sicurezza energetica ed economica europea”. Per la Grecia in particolare, aggiunge la direttrice, “la questione dello shipping e le minacce alla navigazione sono molto in cima all’agenda”.

Un aspetto del vertice è il legame tra la politica estera greca e quella comunitaria. Continua Lazarou: “La politica estera greca e il suo engagement con la regione vanno di pari passo con l’engagement di Bruxelles”. Infatti la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, guidata dal presidente Nikos Christodoulides ha posto in cima all’agenda i negoziati per gli accordi di libero scambio sia con l’India sia con il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’interscambio bilaterale tra Ue e Gcc ha toccato i 225 miliardi di euro, con una flessione nel 2024 che i leader puntano ora a invertire.

Il forum si è chiuso con impegni su diversificazione delle catene di approvvigionamento, transizione energetica, intelligenza artificiale e sicurezza marittima. La rotta tracciata a Navarino è quella di un’Europa che intende ridurre la sua dipendenza dalle tensioni geopolitiche controllando meglio le infrastrutture che la connettono al mondo. Come sintetizza Lazarou: “Le relazioni con i paesi del Golfo e con l’India sono entrate in una nuova fase, sia per la Grecia che per tutta l’Unione”. (di Giorgio Rutelli)

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