Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Previdenza, Durigon: “Sostenere la spesa pensionistica facendo rimanere in Italia i giovani”

18 Giugno 2026

Roma, 18 giu. (Adnkronos) – “Pensare che il sistema pensionistico si possa sorreggere con l’aumento delle persone che permangono nel sistema lavorativo a un’età avanzata, è sbagliato. Credo che serva un efficientamento. Il nostro mercato del lavoro sta cambiando. Abbiamo l’intelligenza artificiale che sta entrando nel nostro sistema economico e lavorativo. Oggettivamente”, evitare che vadano all’estero, “far rimanere in Italia i giovani per dare una forza lavoro più efficiente alle aziende, secondo me, è più importante della spesa pensionistica”. Così Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, partecipando a ‘La demografia cambia la società’ in corso a Palazzo dell’Informazione a Roma. “La spesa pensionistica è di circa 326 miliardi annui. Abbiamo un tasso di occupazione importantissimo, un record, che vale addirittura 296 miliardi. Anche un bambino delle elementari capisce che il sistema pensionistico non si sorregge”, continua Durigon osservando che “il datore di lavoro dei pensionati è lo Stato. E il reddito pensionistico, la cosiddetta spesa pensionistica, è calcolato al lordo”. L’Irpef del pensionato, “che torna allo Stato è intorno ai 70 miliardi. Quindi, oggettivamente parlando, il nostro sistema pensionistico, che per anni ci hanno raccontato come una piramide destinata a crollare, in realtà si sorregge”.

Questo “non significa dire che allora abbiamo i soldi per mandare tutti in pensione prima, anzi – avverte il sottosegretario – Secondo le proiezioni, andando avanti negli anni, avremo pensioni sempre più povere. Il Governo ha potenziato quella che è stata una grande invenzione della contrattazione collettiva: il secondo pilastro previdenziale. Il Tfr deve diventare un investimento del lavoratore, finalizzato a garantire un reddito pensionistico più congruo rispetto alle necessità future. Dobbiamo continuare a sviluppare il mercato dei fondi previdenziali. E, per non impattare ulteriormente sulla sanità del futuro, questi fondi, come tutte le forme di sostegno al reddito, devono investire sulla rendita che percepirà il lavoratore e non semplicemente sulla velocità o sulle modalità di utilizzo del Tfr. In questo contesto – aggiunge – c’è un altro tema sul quale io insisto ogni giorno: la long term care, cioè l’assicurazione sanitaria per i futuri pensionati. Se riusciremo a costruire un sistema in cui questi elementi si integrano e si completano a vicenda, credo che potremo dare un respiro importante ai pensionati di domani”.

Come Governo, “dobbiamo fare in modo che ci sia un vero investimento pensionistico: mirato, selezionato e capace di favorire quel ricambio generazionale di cui oggi abbiamo bisogno – conclude Durigon – Allo stesso tempo dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri giovani rimangano in Italia. Questo sarà un compito fondamentale. Perché, oggettivamente, vedere 350 mila giovani che lasciano il Paese è un colpo al cuore. Ed è anche un investimento sprecato, perché si tratta di ragazze e ragazzi formati nelle nostre università”.

“Questo Governo ha fatto tanto per le famiglie, ha messo in campo molte azioni. Il salario giusto è sicuramente un aspetto sul quale questo Governo è intervenuto. Il taglio del cuneo da 10 miliardi, credo, sia stato un intervento molto consistente da parte di questo Governo. Ma credo che non sia sufficiente per il cambio culturale che serve oggi in Italia per affrontare la questione demografica. Invece del salario minimo, che avrebbe portato a una deflagrazione della contrattazione e quindi avrebbe avuto un effetto di abbattimento verso il basso, noi abbiamo bisogno di un aumento salariale costante, che vada verso l’alto e non verso il basso, sia un presupposto importante”.

In particolare, “con il Pnrr – continua Durigon – gli investimenti sono stati importanti, anche al Sud. Abbiamo investito molto sulla formazione, sugli incentivi e anche sulla preparazione dei nostri lavoratori – illustra – Oggi abbiamo bisogno di continuare questo percorso, indirizzando le risorse che abbiamo a disposizione su temi che ancora, purtroppo, non hanno avuto una ricaduta concreta attraverso il Pnrr. Quindi occorre reincentivare queste risorse e far capire anche all’Europa che abbiamo bisogno di un po’ più di flessibilità, perché oggettivamente, altrimenti, non usciremo con la marcia giusta da questa fase”.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

18 Giugno 2026
Roma, 18 giu. (Adnkronos) – Ottant’anni di storia industriale, economica e associativa che si intre…
18 Giugno 2026
Roma, 18 giu. (Adnkronos) – In occasione dell’Assemblea annuale di Assica, che quest’anno celebra 8…
18 Giugno 2026
Roma, 18 giu. – (Adnkronos) – “È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica”. C…
18 Giugno 2026
Roma, 18 giu. (Adnkronos/Labitalia) – Un Paese che guarda al proprio domani con più ansia che fiduc…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI