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Referendum: Boccia-Nicita, ‘interrogazione Meloni su stop Meta a Barbero’

23 Gennaio 2026

Roma, 23 gen. (Adnkronos) – “La decisione di Meta Platforms di ridurre la visibilità del video del professor Alessandro Barbero, nel quale esponeva le ragioni del voto contrario al referendum sulla giustizia, rappresenta un fatto grave che non può essere derubricato a semplice episodio tecnico. La limitazione della diffusione del contenuto è avvenuta a seguito di un intervento di fact-checking effettuato da Open, che ha etichettato il video come ‘falso’ o ‘fuorviante’, determinando una penalizzazione algoritmica proprio mentre il contenuto stava circolando ampiamente nel dibattito pubblico”. Così i senatori Francesco Boccia e Antonio Nicita, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo Pd al Senato, primi firmatari di una interrogazione alla Presidente del Consiglio.

“Qui non è in discussione l’esistenza del fact-checking in quanto tale. Il punto politico e democratico è un altro: chi decide, con quali criteri e con quali effetti, quando un contenuto di natura politico-istituzionale debba essere declassato e reso di fatto meno visibile nello spazio pubblico digitale. Su temi complessi come l’assetto costituzionale della giustizia non si è in presenza di semplici dati oggettivi veri o falsi, ma di interpretazioni, valutazioni e scenari. L’uso di etichette tranchant e di meccanismi automatici di riduzione della visibilità rischia di trasformarsi in una forma di censura indiretta, esercitata da soggetti privati senza un reale contraddittorio e senza garanzie tempestive di ricorso”.

“Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Governo. Nell’interrogazione, chiediamo al governo: se ritenga accettabile che, durante una campagna referendaria, una piattaforma privata possa incidere in modo così rilevante sulla circolazione di un’opinione politica; se intenda verificare il rispetto degli obblighi di trasparenza, proporzionalità e motivazione previsti dalla normativa europea sui servizi digitali; quali iniziative concrete voglia assumere per impedire che lo spazio pubblico digitale sia regolato unilateralmente da algoritmi e decisioni opache. Oggi è accaduto a un contenuto che sosteneva il No al referendum. Domani potrebbe accadere su qualsiasi tema e a qualsiasi posizione. La democrazia non può essere affidata allo strapotere delle big tech né a meccanismi privi di controllo pubblico. Il Governo non può voltarsi dall’altra parte: dica cosa intende fare, e lo dica ora. Aspettiamo risposte chiare”. 

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