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Rifiuti: ordinanza, ‘cava diventa discarica, 900mila metri cubi materiale abusivo’

Luglio 21, 2022

Milano, 21 lug. (Adnkronos) – Una cava utilizzata, “non già per esercitare l’attività di gestione estrattiva, ma per realizzarvi una grossa discarica di rifiuti speciali non pericolosi” provenienti da aree diverse. E’ questo il destino della cava Villoresi, a Nerviano (Milano), diventata un’enorme discarica abusiva privata con 893.684 metri cubi di materiale smaltito “senza alcun titolo autorizzativo”, macerie in più che non potevano essere scaricate, “sia per mancanza di idoneo titolo autorizzativo”, sia perché di fatto non catalogabili come rifiuti. E’ quanto emerge nell’ordinanza del gip di Milano Patrizia Nobile relativa all’inchiesta coordinata dal pm Francesco De Tommasi che ha portato a tre arresti domiciliari, un obbligo di dimora e un obbligo di firma, oltre al sequestro di beni per 16 milioni di euro.

I reati contestati sono il traffico illecito di rifiuti e l’inquinamento ambientale contestati in particolare alla famiglia Donzelli, accusati di aver fatto della cava il luogo di smaltimento per i loro cantieri. Rifiuti che venivano smaltiti anche all’estero per abbattere i costi. I carabinieri hanno individuato anche un “significativo illecito smaltimento di rifiuti terrosi e da demolizione anche da cantieri autostradali di Genova Est (si tratta di un’area individuata nell’ambito del progetto per la realizzazione della Gronda di Genova, ndr) e da opere di risistemazione effettuate all’interno di una centrale elettrica a Turbigo (Milano). L’attività illecita era incentrata anche sul trattamento illegale di cavi elettrici.

“Si ricavavano grossi quantitativi di rame attraverso l’abbruciamento delle guaine di copertura, metodo di trattamento del tutto illegale”. Per il giudice “non vi è alcun dubbio, che il sito ‘cave Villoresi’ sia stato sistematicamente utilizzato, al fine di accogliere rifiuti in assenza dei requisiti previsti dalla legge, anche mediante tombamento nel sottosuolo. E’ stata ricostruita l’esistenza di un gruppo, riconducibile alla famiglia Donzelli, dotato di strutture aziendali, immobili, capitali, mezzi di trasporto, fir falsificati, strutture aziendali e personale, che hanno consentito loro di movimentare, pure clandestinamente, consistenti carichi di rifiuti”.

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