Sicurezza: Appendino, ‘fermo preventivo è regalo a criminali, agenti via da strade’
Roma, 7 feb. (Adnkronos) – “Governano da oltre tre anni. Hanno tradito ogni promessa. I reati aumentano e le città sono meno sicure. E così, in preda ad un folle emergenzialismo emotivo, rendono ogni fatto di cronaca il pretesto per buttare sul tavolo misure improvvisate, scritte male e -soprattutto- inutili nella realtà. Il nuovo ‘fermo preventivo’ di 12 ore è l’esempio perfetto di questa incapacità. Sulla carta sembra un pugno duro contro i violenti, nella realtà è una norma confusa e inattuabile: non chiarisce quando e come si applica, scarica la responsabilità sulle Forze dell’Ordine, apre la porta a contenziosi infiniti e rischia di comprimere i diritti senza aumentare di un millimetro la sicurezza”. Lo scrive sui suoi canali social la deputata M5S Chiara Appendino.
“Facciamo due conti, quelli che Meloni e Piantedosi -aggiunge- evidentemente non hanno fatto. Trattenere una persona per 12 ore significa che o la metti in cella -e togliere la libertà per un semplice sospetto sarebbe gravissimo e senza precedenti- oppure la sorvegli a vista in commissariato. Considerando turni e procedure, per sorvegliare una persona per 12 ore servono 3-4 agenti. Tradotto: per applicare il ‘fermo Meloni’ a 1.000 persone, servirebbero 3.000-4.000 agenti. Da dove li prendono? Dalle piazze, dai quartieri, dal controllo del territorio. Siamo al paradosso, in pratica per tenere fermo qualcuno in ufficio sulla base di un’ipotesi, tolgono i presidi dalle strade, soprattutto quando ci sono manifestazioni. È un regalo ai criminali. Il risultato: più caos, meno sicurezza”.
“Per non parlare della cauzione per organizzare i cortei: pensano davvero che un black bloc, un criminale, rinunci a spaccare tutto per una cauzione? A rinunciare, semmai, sarà solo chi non può permetterselo ed è una persona perbene. La sicurezza vera -conclude Appendino- richiede competenza, risorse e serietà. Qui invece siamo davanti all’ennesima propaganda maldestra, costruita per inseguire i titoli dei giornali e che dimostra che non sanno nemmeno da dove cominciare”.
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