Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Starmer si dimette, cosa accade ora e perché Burnham è a un passo da Downing Street

23 Giugno 2026

Londra, 22 giu. (Adnkronos) – Le dimissioni di Keir Starmer aprono una fase di transizione che potrebbe concludersi nel giro di poche settimane con l’arrivo di Andy Burnham a Downing Street. Il primo ministro uscente resterà in carica fino alla scelta del nuovo leader laburista, ma gli sviluppi delle ultime ore rendono sempre più probabile un rapido passaggio di poteri all’ex sindaco della Greater Manchester.

Starmer ha annunciato la decisione dopo mesi di difficoltà politiche, segnati dal crollo dei consensi, da tensioni interne al Labour e da una serie di battute d’arresto elettorali. A determinare l’epilogo è stata la vittoria ottenuta da Burnham alle elezioni suppletive di Makerfied, che gli ha consentito di tornare alla Camera dei Comuni e quindi di concorrere per la leadership del partito.

L’iter per la successione si aprirà formalmente il 9 luglio, con la raccolta delle candidature che si chiuderà una settimana più tardi. Per entrare nella corsa servirà il sostegno di almeno 81 deputati laburisti. Se dovessero esserci più candidati, la scelta finale verrebbe affidata agli iscritti nel corso dell’estate, con l’obiettivo di avere un nuovo leader entro il primo settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva.

Ma questo scenario appare sempre meno probabile. Wes Streeting, ex ministro della Sanità e considerato fino a oggi il principale potenziale rivale di Burnham, ha infatti rinunciato a candidarsi e ha annunciato il proprio sostegno all’ex sindaco di Manchester. La sua decisione riduce drasticamente le possibilità di una vera competizione interna e apre la strada a una nomina del nuovo leader in tempi rapidi.

Se nessun altro esponente riuscirà a raccogliere l’appoggio necessario, Burnham potrebbe essere proclamato leader del Labour già il 17 o 18 luglio, pochi giorni dopo la chiusura delle candidature, diventando immediatamente primo ministro senza passare attraverso una consultazione degli iscritti.

L’ascesa di Burnham avrebbe anche un valore storico da un certo punto di vista. Se dovesse varcare la soglia di Downing Street, infatti, diventerebbe il primo ministro cattolico nella storia britannica. Nel 2015 aveva dichiarato di non essere “particolarmente religioso”, pur sottolineando come la “dottrina sociale cattolica” rappresenti uno dei pilastri della sua visione politica. Tony Blair si convertì al cattolicesimo soltanto nel 2007 dopo aver lasciato l’incarico di primo ministro, mentre Boris Johnson, battezzato cattolico da bambino, aderì successivamente alla Chiesa anglicana.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

22 Giugno 2026
(Adnkronos) – “I rapporti bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Italia si estendono ben oltre le dichi…
22 Giugno 2026
(Adnkronos) – “Starmer ha pagato lo scotto di essere stato eletto non perché popolare, ma perché un…
22 Giugno 2026
Milano, 22 giu. (Adnkronos) – “L’entrata in servizio dei nuovi treni lungo la nostra linea rapprese…
22 Giugno 2026
Roma, 22 giu. (Adnkronos) – ”Raccomandiamo sempre a tutti i ragazzi, di fare mente locale sul fatt…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI