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**Ue: Meloni domani in Parlamento, giù mani da Unifil e a muso duro su migranti**

14 Ottobre 2024

Roma, 14 ott. (Adnkronos) – Tornerà a ribadire l’inaccettabilità dell’attacco subito da Unifil dalle forze armate israeliane, l’assoluta necessità che la sicurezza dei soldati in missione sia garantita. E, sempre sul fronte caldo della polveriera mediorientale, la convinzione che solo attraverso la piena applicazione della risoluzione 1701 si possa contribuire alla stabilizzazione del confine israelo-libanese. La premier Giorgia Meloni, domani attesa in Senato in mattinata e alla Camera nel pomeriggio per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre, ribadirà naturalmente anche il sostegno fermo dell’Italia all’Ucraina, al fianco di Kiev ‘fino a quando ce ne sarà bisogno’ .

E mentre i dem annunciano battaglia in Aula sugli hotpot in Albania -tra poche ore per la prima volta i centri di Schengjin e Gjiader apriranno le porte ai primi migranti in viaggio sulla nave Libra della Marina Militare- chi le è vicino si dice convinto che la presidente del Consiglio difenderà a spada tratta il lavoro portato avanti dal suo governo per arrestare l’emergenza migranti e il business ‘di trafficanti di vite umane, imprimendo un deciso cambio di passo anche a Bruxelles’.

Pronta a ‘mordere’, nella replica, sul lavoro fatto in sinergia con il presidente albanese Edi Rama: “La risposta fornita dalla premier a Sea Watch su X – si dice convinto un esponente di governo di peso richiamando il tweet della premier alla ong tedesca – è zucchero rispetto a quella che potrebbe arrivare al Pd…”. Ma è sui due fronti di guerra aperti, in particolare sulla crisi in Medio Oriente, che la presidente del Consiglio intende focalizzare la parte più incisiva del suo intervento. Mentre da Palazzo Chigi arriva una timida conferma del viaggio imminente della premier -due o tre tappe al momento riservatissime- alla volta del Medio Oriente, di ritorno da Bruxelles.

Ma intanto Meloni si prepara alla ‘prova’ dell’Aula domani, in una giornata che si preannuncia pienissima: alle 20 il Consiglio dei ministri sul Documento programmatico di bilancio, certo non una passeggiata. Al Senato prima e a Montecitorio poi, la premier non tralascerà, naturalmente, gli altri temi in agenda del Consiglio europeo, dunque l’ordine internazionale rules-based, la competitività, le minacce ibride, l’emergenza climatica, gli sviluppi delle crisi in Georgia, Moldova, Venezuela e Sudan. Bocche cucite, invece, sull’eventuale impegno del governo italiano per cambiare la missione libanese da ‘peace keeping’ a ‘peace enforcement’: “è una possibilità”, si limita a riferire chi lavora al dossier. Domani in Aula Meloni farà chiarezza anche su questo.

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