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Vinitaly, confronto Urso-Stefani su Hormuz e materie prime critiche per le imprese

13 Aprile 2026

Roma, 12 apr. (Adnkronos) –

Positivo confronto tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, presso lo stand della Regione a Vinitaly. Al centro del colloquio, si legge in una nota, le più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete verso l’area, per l’approvvigionamento delle materie prime e per l’energia, con particolare riferimento all’impatto dei costi sulle imprese. Urso e Stefani hanno inoltre approfondito le caratteristiche del territorio veneto in relazione a una possibile candidatura a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. L’iniziativa si inserirebbe nella strategia della Commissione europea volta a rafforzare l’autonomia industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti, tra i temi al centro del confronto nei giorni scorsi a Roma tra il ministro Urso e il commissario europeo Stéphane Séjourné.

Il ministro Urso sabato a margine di OperaWine, anteprima di Vinitaly aveva spiegato:”Dobbiamo resistere, come stanno facendo i nostri produttori nei mercati tradizionali, innanzitutto negli Stati Uniti dove hanno scontato l’aumento dei dazi, ancorché dimostrando capacità di resilienza migliore dei nostri nostri concorrenti, se pensiamo ai francesi, e nel contempo e sempre più aprire noi mercati”.

“Mi riferisco innanzitutto al mercato del Mercosur – ha detto Urso- il 1º maggio di quest’anno scatta l’accordo di libero scambio che progressivamente ridurrà i dazi di ingresso. Mi riferisco al grande immenso mercato dell’India che dal 1º gennaio del prossimo anno avrà una drastica produzione dei dazi. Mi riferisco anche al mercato dell’Australia, ancorché lì vi siano alcune problematiche che riguardano alcuni prodotti alcune indicazioni geografiche che io mi auguro siano risolte nei prossimi mesi. Tre mercati importanti, se vogliamo in qualche misura, nuovi e congeniali ai prodotti italiani, al vino italiano e certamente anche agli altri prodotti del Made in Italy”.

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